Claudia Liuzzi conversanese in mostra a Taranto

CASEAQUILONE questo il titolo dell’ultimo lavoro dell’artista conversanese “sono la riconciliazione con l’io bambino, sono le promesse fatte alla vita, sono luoghi dell’anima e la meta in cui approdare e da cui ripartire”.  Noi l’abbiamo intervistata

Taranto – Non solo una semplice personale di pittura… ma l’occasione ideale per valorizzare le risorse del territorio che lavora, produce e mette a frutto l’estro dei suoi figli. Come nel caso di Claudia Liuzzi, talentuosa pittrice originaria di Conversano con il latente desiderio di comunicare il ‘verbum’ della profonda ricerca dell ”Io”, come testimoniato dalla sua ultima produzione CASEAQUILONE che verrà esposta in mostra (a cura di Giuseppe Guastella ed organizzata dalla ARTEfatto di Cosetta Giordano) da sabato 25 gennaio, presso l’Ufficio dei Promotori Finanziari della Banca Mediolanum di Taranto.

Quale il filo conduttore, il filo narrativo di questa sua mostra
Le radici che sono venuta a riprendermi e l’emancipazione dalle stesse.
Un giorno nel mio corpo c’ è  stata la ribellione totale, non ha voluto più saperne e si è fermato! Mi sono ammalata di una rara patologia ambientale che si chiama MCS – da non confondere con la MSC crociere…quello è un altro viaggio –  Con un segnale così forte mi sono dovuta rimboccare le maniche e ho dovuto prendere in mano la situazione. Poiché credo che le malattie siano nostre maestre e vengano a dirci che dobbiamo invertire la rotta, ho capito che dovevo ripartire dal mio punto zero.
Sono un’anima errante senza radici, né tradizioni,  e così sono scesa nei meandri più reconditi della mia anima e ho visto, ho capito che avevo bisogno di radicamento. Sono venuta in Puglia per indossare le mie radici, ma  non capivo in che modo avrei potuto farlo, e  sono partita dalla materia, ho raccolto la terra rossa e l’ho impastata con il vino, ho fatto un recupero di sacchi di yuta centenari grazie a donne preziose e al mio amico d’infanzia , ho usato la polvere di pietra leccese e sono partita per il mio viaggio! Ho attraversato l’intera Puglia per andare a recuperare  suoni, idiomi e racconti di quella madre da cui sono nata, per farli profondamente miei, sono stata accolta da una manta per me sacra perché mi ha restituito il volo (Cacao, il catamarano della mia preziosa amica Maurizia, su cui sono  vissuta) ,così sono venuta al mondo un’altra volta e dopo aver celebrato il mio io bambino, ho reciso il cordone per liberare finalmente le mie fronde nell’universo!
Caseaquilone: un elemento concreto e uno volatile. Cosa rappresentano questi due oggetti nella sua vita e in questa personale.
Sono stanze della memoria, sono la riconciliazione con l’io bambino , sono le promesse fatte alla vita, sono luoghi dell’anima e la meta in cui approdare e da cui ripartire, sono la perfezione dell’albero che ha radici e libertà. E’ il mio sogno di sempre essere una casaquilone!
Quale il suo legame con la terra, la natura e i suoi prodotti
Ho un legame fortissimo con questi elementi, la natura è mia maestra ed è fonte d’ispirazione continua per me. La prima cosa che faccio quando arrivo in un posto è mangiare il cibo di quel luogo per possederlo ed esserne posseduta, ascolto il dialetto e anche se non ne comprendo il significato ne assaporo il suono, e ne sento la vibrazione con la pancia e con il cuore. Attraversare la terra muove in me continua creazione”.
E’ di Conversano, ma per lavoro gira per  l’Italia, cosa la lega a questa città
Conversano è la mia casa d’infanzia e sono venuta a riprendermela in età adulta! Sono pazzamente innamorata della sua bellezza , del suo meraviglioso castello, dei mandorli e dei ciliegi  in fiore, dei  fichi e dei limoni, delle scalinate bianche appese alle case  che sembrano merletti, e dei suoi racconti”.

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