Alessandro Tarafino: “Puntare sui giovani per il futuro della pallamano”

Intervista a Alessandro Tarafino che traccia un bilancio sulla stagione 2013-2014 che va a concludersi

Conversano – Dopo i fasti degli scorsi anni in cui la pallamano Conversano ha primeggiato nelle competizioni nazionali, arrivando a vantare un palmares di tutto rispetto, 5 scudetti, 5 Coppe Italia, 3 Supercoppe Italiane, 3 Handball Trophy, lo sport che per quarant’anni anni ha caratterizzato la nostra città ha vissuto il suo anno zero.
Rinnovata la dirigenza, ridimensionati e tarati alle disponibilità finanziarie gli obiettivi stagionali, volge al termine la stagione della rifondazione della pallamano conversanese e con Alessandro Tarafino, allenatore della prima squadra, ho scambiato alcune impressioni su quanto realizzato sino ad ora.
Alessandro, puoi tracciarmi un bilancio di questa stagione 2013-2014 che è stata, nel suo quarantennale, l’anno zero della pallamano a Conversano?
“Un anno zero sì, ma che è stato necessario farlo in quanto non c’erano più le condizioni di portare avanti un passo come quello degli anni scorsi. Si sono evitati gli sprechi avuti nel passato e dal punto di vista della gestione della società non ci sono stati fatti spiacevoli come accaduto negli anni scorsi. Per questo si è voluto ripartire, ricostruire una società sana, nuova, senza avere obiettivi da alta classifica, avendo comunque la volontà, nonché la sicurezza, di portare a termine una stagione con dignità”.
E in campo come sono andate le cose?
“Dal punto di vista sportivo abbiamo avuto dei problemi in quanto la rosa è composta per lo più da ragazzi giovani di Conversano e Noci. L’inizio di campionato non è stato semplice, i risultati non erano soddisfacenti. Ora siamo alla fine della stagione e la cosa che soddisfa maggiormente è che siamo riusciti a tenere unito il gruppo. Infatti, dopo le sconfitte era alto il rischio che prevalesse lo sconforto tra i ragazzi e averlo evitato è stato un successo. La riprova che lo spirito di gruppo c’era lo si è visto nella fase dei play out dove i ragazzi hanno dimostrato di avere carattere, l’hanno fatto venire fuori..”
Questo carattere competitivo è venuto fuori un po’ tardi…
“Beh sì!, ma va bene così!!. Certo, se fosse venuto fuori prima ne sarei stato felice. Nei play out abbiamo battuto avversari più superiori alla nostra formazione come Lazio e Palermo. Con il senno di poi potrei dire che se il carattere fosse uscito prima avremmo partecipato ai play off.
Ma è giusto che sia andata così!, è bene che si faccia un passo alla volta permettendo ai ragazzi di fare esperienza”.
E a questi giovani ragazzi c’è stato qualcuno che ha fatto da chioccia? C’erano i senatori?
“Certo, in squadra avevamo Saverio Nebbia che nel suo ruolo di portiere ha aiutato gli altri due portieri a crescere, a acquisire esperienza. Poi Giorgio Fantasia e Ninì D’Alessandro hanno dato il loro determinante apporto alla squadra”
E le nuove leve, i giocatori del futuro hanno avuto modo di vivere la prima squadra?
“In società ci sono gli under 20 che, oltre ad allenarsi, li abbiamo portati al seguìto della prima squadra. È questo un modo per farli appassionare al gioco della pallamano, farli avvicinare a questa disciplina sportiva. Riuscirci, credimi, è già un successo!”
Lo dici come se fosse una conquista…
“Vanno sempre seguiti in quanto loro sono il futuro della pallamano a Conversano. Poi c’è da stargli dietro in quanto le distrazioni sono tante. È questo un aspetto importante da curare in quanto per i ragazzi il gioco della pallamano non è il chiodo fisso come lo era per me. Ai miei tempi per noi ragazzi c’era il gioco nei campetti, che fosse il calcio, la pallacanestro, la pallamano, come unica distrazione e/o attrazione. Adesso è intervenuta la tecnologia che porta il ragazzo a fermarsi in casa e concentrarsi sul video terminale!”
Ma dal punto di vista finanziario come vi siete retti? Immagino che affrontare le trasferte sia stato un problema
“I nostri dirigenti stanno facendo degli sforzi notevoli. Peppe Vicenti ci ha dato una grossa mano, ci ha permesso di portare avanti la stagione, di portarla a termine in maniera onorevole. Alla fine è grazie a lui che riusciremo a mantenere viva la tradizione della pallamano a Conversano.
Se non ci fosse stato sarebbe andata persa!. La stagione richiedeva uno sforzo umano e economico non indifferente, ed è grazie a lui che siamo riusciti a farla. E su questo finire di stagione stiamo anche ricevendo i complimenti da parte degli arbitri, degli avversari e dello stesso pubblico di casa per come abbiamo affrontato il campionato…”
In che senso avete ricevuto i complimenti?
“Arbitri e avversari erano abituati all’idea di Conversano protagonista, che lottava per lo scudetto e vedere una squadra così blasonata ripartire in questo modo ha suscitato meraviglia e simpatia. Lo stesso pubblico ha capito e apprezzato il sacrificio fatto ed è tornato al Pala San Giacomo ad applaudirci. Tutto questo è gratificante per i ragazzi, li incoraggia a fare meglio nel prossimo anno, a proseguire in questo sport che è bello e che, voglio sempre ricordarlo, rappresenta per la città di Conversano un pezzo di storia importante”
I ragazzi hanno fatto questa prima esperienza agonistica. Quali sono le tue aspettative per la prossima stagione?
“Prima di parlare della squadra vorrei dire che nella stagione 2014-2015 sarà importante proseguire nel progetto iniziato con le scuole per far sì che al gioco della pallamano si avvicinino più ragazzi e ragazze possibili. Mentre la squadra, forte dell’esperienza maturata in questo anno, partirà da uno step più avanzato, ovvero i ragazzi avranno più personalità in campo. Poi si verificherà se ci sarà la possibilità di poter effettuare degli innesti di nuovi giovani e, in via del tutto ipotetica, se ci sarà la possibilità di avere uno straniero in squadra. Ma qui ci vorrebbe un miracolo!.
Essere costanti nel lavoro sarà importante. Se lo saremo, sono sicuro che raccoglieremo i frutti tornando a essere protagonisti in campo nazionale. Al nostro impegno deve però affiancarsi il calore e il sostegno del pubblico conversanese. E vedendo il ritorno dei tifosi al palazzetto il futuro mi fa ben sperare!”
Alessandro, allenando ragazzi ti sei mai imbattuto in qualche ragazzo che si atteggia e si comporta da bullo? Cosa pensi del bullismo?
“Del bullismo penso che vada subito fermato nel momento in cui si manifesta. Io opero a contatto con i ragazzi e penso che se mi dovessi imbattere in una tale situazione sia mio dovere intervenire. Credo che sia un impegno, la prevenzione di questi fenomeni comportamentali, che debba chiamare in causa le famiglie, le scuole, le istituzioni pubbliche e chi opera quotidianamente con i ragazzi. Fare rete insomma, trovare un luogo dove incontrarsi e scambiarsi le notizie, valutare le azioni da farsi. In questo modo una comunità cresce rendendo la città più sicura”

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