Conti in rosso al Comune: quando la volpe non arriva all’uva dice che è amara

Da alcuni giorni la notizia dello sforamento del patto di stabilità per il 2013 da parte del Comune di Conversano è di pubblico dominio e con essa le relative polemiche da parte delle opposizioni in consiglio comunale che hanno trovato larga eco sui giornali locali e non.
Lovascio ha scelto come linea difensiva la più comoda e scontata ma anche la più risibile : dare la colpa alla “sinistra” che ha governato il comune di Conversano negli anni scorsi.
A parte il fatto che Lovascio guida la città dal 2008 e che nella precedente legislatura era comunque in consiglio comunale sia pure sui banchi dell’opposizione il motivo per cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha certificato lo sforamento del patto per il 2013 è uno solo.
L’aver inserito nel bilancio di previsione per l’anno passato, partorito dalla vecchia amministrazione Lovascio, una posta in entrata non corretta, quella su un fantomatico rimborso da parte dello Stato per l’IMU non incassata dal Comune.
Questa scelta è stata fatta consapevolmente dall’amministrazione Lovascio anche se la minoranza si oppose con decisione quando il bilancio fu votato in aula.
Non basta, gli stessi revisori dei conti, il massimo organo di controllo interno del Comune in materia di bilancio, espressero sullo stesso bilancio 2013 parere non favorevole, cosa mai accaduta da quando esiste il Comune di Conversano.
A questo punto sorge una domanda maliziosa : come mai tutti i collegi dei revisori precedentemente in carica a quello attuale pur evidenziando nei loro pareri una serie di lacune nella contabilità comunale alla fine esprimevano parere favorevole su bilanci di previsione e conti consuntivi, mentre il collegio attuale è stato di opinione diversa ? Forse una spiegazione è rintracciabile nel fatto che mentre prima i revisori dei conti venivano eletti dal consiglio comunale nel rispetto di una rigida lottizzazione spartitoria ( due alla maggioranza e uno alla minoranza ) adesso invece sono sorteggiati da un elenco tenuto presso la Prefettura competente.
Per cui può venir scelto un revisore non di Conversano, magari proveniente da fuori provincia ( ed infatti tutti e tre i revisori attualmente in carica provengono dalla Provincia di Lecce ).
Per inciso uno dei revisori del passato prossimo, professionista conversanese, non potendo essere confermato nel ruolo è stato “promosso” con l’inserimento nell’oiv (organismo interno di valutazione) che pesa le posizioni organizzative dei dipendenti comunali.
Ma tornando al punto iniziale la giustificazione di Lovascio testimonia del suo nervosismo, nervosismo dovuto al fatto che per assicurarsi la riconferma a sindaco l’anno passato ha “imbarcato” nella sua maggioranza tanta gente che adesso, logicamente, pretende che le promesse fatte in campagna elettorale siano onorate.
Cosa non facile, in questa ottica va vista la polemica della lista civica “Conversano nel cuore” contro l’assessore Mancini, presupposto di una richiesta di cambiare l’assessore all’urbanistica magari collocandoci di nuovo Walter Scazzetta.
Ma il nervosismo di Lovascio ha anche un’altra motivazione; l’evidente difficoltà del suo nuovo partito – il Nuovo centro destra – che nonostante sia al governo nazionale da parecchi mesi non cresce nei sondaggi e alle prossime europee rischia di non raggiungere il quorum.
Con il che la possibilità per Lovascio di candidarsi ed essere eletto nel prossimo consiglio regionale sono ridotte al lumicino, anche perché i rappresentanti conversanesi di Forza Italia, prima illusi e poi dimenticati da Lovascio, sono pronti a prendersi la loro rivincita fedeli alla massima di Mao tzedong “siediti sulla riva del fiume e aspetta che passi il cadavere del tuo nemico”.

 

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