TARI: la rabbia, la responsabilità e la speranza

Quello che da alcune settimane sta accadendo a Conversano intorno alla vicenda della TARI (Tassa Rifiuti), che segue di poco le sue consociate TASI e IMU, è emblematico di quanto l’incapacità di una Amministrazione non sia una “faccenda politica”, bensì una condanna per il paese e i suoi cittadini, un inaccettabile danno collaterale della peggiore politica, inaccettabile perché tocca la carne viva delle persone, la tenuta delle famiglie, la sostenibilità delle imprese.

I conversanesi si erano appena – e neppure tanto – ripresi dal pagamento della prima rata di TASI, con le aliquote al massimo come in pochi altri comuni pugliesi e italiani, che ecco suonare alla porta l’addetto della società che gestisce la riscossione dei tributi con i bollettini della TARI da pagare. Qui è saltato il coperchio di quella che si è rivelata una pentola a pressione.

Da mesi in tanti, addetti ai lavori e singoli cittadini, associazioni e comitati, denunciavano i gravi ritardi nella attivazione del servizio di raccolta differenziata, dopo due anni passati a discutere delle irregolarità della gara, affogate nella melma di una strana campagna elettorale un anno e mezzo fa; e quando ancora di fatto non è partita la raccolta differenziata, arrivano gli avvisi di pagamento, quasi sempre con importi raddoppiati, se non triplicati, ma soprattutto arrivano viziati da numerosi errori.

E gli errori degli avvisi di pagamento TARI sono gravissimi per tante ragioni: da un Assessore, da una Società Gestione Servizi a cui in modo dubbio sono stati riaffidati i servizi di riscossione del Comune di Conversano, da impiegati stranamente e sistematicamente vicini alla maggioranza politica di questa Amministrazione, da gente più o meno capace di far di conto con i titoli di studio conseguiti, non ci si può aspettare  a) errori, b) errori sistematici, cioè ripetuti regolarmente  nella stragrande maggioranza degli avvisi, c) silenzi reiterati da parte dei responsabili che denunciano difficoltà e colpa grave (avremmo preferito senso di vergogna!).

Ed ecco la RABBIA di tanti cittadini di ogni estrazione sociale e di ogni zona della città, che sono proprio esasperati per tanta sciatteria, per la sufficienza con cui si scaricano le responsabilità sul Governo e sull’Europa (che per una volta non c’entrano nulla), per l’assenza di spiegazioni, per l’indisponibilità a fermare la macchina TARI per rideterminare gli importi corretti, per il silenzio colpevole di chi non può pensare di amministrare la città rinchiudendosi nel suo cerchio magico di gente prezzolata in tanti modi e rifiutando il confronto con la città. Ed è la RABBIA di chi comincia a percepire la dimensione dei propri diritti, ha più consapevolezza che in passato, e sa che non si può pagare una TARI raddoppiata per un servizio che sulla carta sarebbe più costoso, se almeno fosse stato realizzato a regola d’arte (ops… l’arte imparata e messa da parte!), ma nella realtà per l’intero 2014 non è stato realizzato e nessuno, né l’Assessore all’Ambiente né l’Assessore alle Finanze e men che meno il Sindaco hanno ritenuto di contestare comminando sanzioni alla impresa inadempiente, nell’interesse dei cittadini, che avrebbero così dovuto pagare meno.

Ma ecco anche la RESPONSABILITA’, perché sui social network ma anche per le strade emerge sempre più la volontà di manifestare la propria contrarietà, senza delegare ad altri ma scendendo in strada e mettendoci la faccia, e la voglia di capire chi non ha fatto e quando quel che gli competeva, chi sapeva e non ha informato. E allora si scopre che ci sono stati dei Consigli Comunali, con scarso pubblico come sempre, e le denunce sui giornali locali web, e i gazebo dei consiglieri comunali di opposizione per informare di un regolamento che la maggioranza era in procinto di approvare, e si scopre che a tanta disattenzione e indifferenza nei mesi e negli anni passati corrisponde adesso alla ricerca di informazioni, al bisogno di capire, alla necessità di agire in modo responsabile, fino ai tanti pentimenti per voti dati troppo facilmente al primo che capita.

E questo è importantissimo, non accade da tanto tempo a Conversano che una simile consapevolezza sia così diffusa, ed è da qui che viene la SPERANZA perché il tessuto sociale di Conversano si dia una bella scossa, e scelga di diventare cittadinanza attiva, nella ricerca delle informazioni, della richiesta di spiegazioni, nella ricerca di un rapporto più organico con l’opposizione in Consiglio Comunale chiamata oggi come mai a svolgere un ruolo di informazione e di garanzia, perché casi di tale sciatteria amministrativa da parte di Sindaco e compagni non debbano più ripetersi e debbano chiudersi con un conto salato per i diretti responsabili.

Ma è anche la SPERANZA di tanti cittadini, che consapevoli lo erano anche prima, e che oggi guardano con preoccupazione e attesa ai livelli di garanzia esterni alla città (il Collegio dei Revisori dei Conti, il Prefetto, la Corte dei Conti e la Procura) perché quelli che oggi sono errori assai sospetti non determinino anche buchi finanziari, squilibri di bilancio, sforamento del patto di stabilità e paralisi dei servizi per i cittadini, connivenze pericolose tra amministratori e certe imprese. Infatti, è bene sapere che dietro quello che sta succedendo c’è il rischio reale che qualcuno abbia fatto un maldestro tentativo di gonfiare le entrate accertabili dalla TARI per raggiungere un qualche equilibrio di bilancio, tanto difficile quanto falso. Ecco, è la SPERANZA che quegli stessi cittadini, che oggi vogliono fermare Conversano prima che precipiti nel burrone del nuovo sforamento del patto di stabilità e del pre-dissesto finanziario, vogliano impegnarsi direttamente per il riscatto della città che per troppi anni si è pensato di narcotizzare con sagre e sagrette di dubbio gusto e di penalizzare azzerando ogni capacità di attrazione di nuovi investimenti pubblici e privati.  Insieme alla buona politica e senza cadere in alcuna strumentalizzazione da parte di nessun movimento o partito politico. Il riscatto di Conversano è una causa comune, che solo l’alleanza tra cittadini attivi e buona politica può vincere. E questa volta meglio non fare di tutta l’erba un fascio, perché è proprio chi dice che tanto sono tutti uguali, che poi premia i peggiori, ed è ora di dire MAI PIU’.

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