Quando il successo è all’estero. Storia di una conversanese in Svizzera

Conversano – Melania, conversanese di 24 anni, è una dei tanti ragazzi che ha preso la saggia, ma difficile decisione di emigrare all’estero in cerca di un lavoro capace di soddisfare e gratificare. Appunto, soddisfazione e gratificazione, caratteristiche sconosciute in Italia, dove molti imprenditori (certo non tutti) scambiano i giovani lavoratori come olive da spremere fino al nòcciolo. Melania ha cominciato a fare la pizzaiola qui a Conversano, una volta imparato il mestiere, si è trasferita in Svizzera, dove risiede ormai da due anni ed è felice. Unica pecca: essere lontana dalla famiglia.

Raccontaci in breve la tua storia. Dove hai imparato il mestiere di pizzaiola e cosa ti ha spinto ad un certo punto a lasciare il tuo paese?
“Ho cominciato a lavorare per occupare il tempo prima di iniziare l’Università in una pizzeria di Conversano. Pian piano ho iniziato a conoscere il mestiere, ad imparare e poi ho capito che mi piaceva, ho continuato ad andare avanti abbandonando definitivamente l’idea dell’Università. Un giorno ho preso la decisione di partire per fare un po’ di esperienza, per essere autonoma e dare uno sguardo a culture diverse.”
In che modo hai trovato il lavoro lì?
“Sono partita con un amico all’avventura, tramite conoscenze avevamo un contatto di lavoro, solo che questo posto è venuto a mancare, così ci siamo messi subito alla ricerca girando tutta la città porta a porta, alla fine io ho trovato un hotel che mi ha fatto fare il giorno di prova nel suo ristorante, gli sono piaciuta e dopo un mesetto ho cominciato a lavorare. Mi hanno dato vitto e alloggio all’interno dell’hotel.”
Quali sono state le tue impressioni i primi giorni in Svizzera?
“Ho notato subito la diversità a partire dalla pulizia, poi l’ordine, le regole, la puntualità, che non è un luogo comune. Loro sono molto cordiali, ma nello stesso tempo arroganti, perché se non capisci se la prendono, se una cosa non è come dicono loro non va bene. Per il resto è tutto perfetto.”
Come ti hanno accolto?
“In quest’hotel erano tutti tedeschi, solo una persona parlava italiano, ovvero il pizzaiolo con cui lavoravo e sono stata molto fortunata perché ho trovato bravissime persone che mi hanno aiutato anche fuori dal lavoro pur non sapendo la lingua.”
Quanto è stato difficoltoso ricominciare in una città straniera?
“Abbastanza, soprattutto all’inizio perché sei solo, non conosci nessuno e se non hai un obiettivo che ti spinge a rimanere e facile mollare tutto.”
La lingua è stata un ostacolo? Quanto ci hai messo ad impararla, ma soprattutto a capirla?
“All’inizio è stato molto difficile, il capo dell’hotel mi ha aiutato a imparare facendomi delle lezioni, poi dopo 2 mesi ho iniziato a capire qualcosa soprattutto nell’ambito lavorativo, poi con il passare dei giorno ho imparato tutto il resto.”
In ambito lavorativo quali sono le differenza tra l’Italia e la Svizzera?
“Sono fiscali anche nel lavoro: si lavora 8 ore al giorno, hai 2 giorni liberi a settimana e 5 settimane di ferie durante l’anno. Ci si scrive tutto su un foglio, orari di entrata, orari di uscita, se si fanno ore in più o te le danno in ferie o te le pagano. Non tutti i datori di lavoro seguono queste precise regole, dipende anche da quanto personale si ha.”

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