Sottrae fondi ad una anziana correntista, impiegato di banca sospeso

Fiducia mal riposta nel cassiere, l’erede insospettitosi fa scoprire il raggiro. La posizione dell’interessato attraverso il suo legale

Conversano – Idolatrare il denaro rende avidi, bramosi. Il denaro diventa idolo e lo si fa diventare un culto. Un culto che spinge ad averne sempre più, rispetto a quanto se ne ha già, e spinge gli uomini a comportamenti poco corretti, poco onesti.
È accaduto che in un istituto bancario della nostra città un cassiere abbia profittato della fiducia che una anziana correntista, vedova e senza figli, riponeva nella sua persona. Fiducia cieca poiché tutte le operazioni di banca la signora preferiva farle con il cassiere, solo con lui. Con altri no!.
Deceduta la signora, un erede (il nipote) ha riscontrato delle anomalie sul conto corrente. Movimentazioni di denaro, ammanchi di denaro che non si giustificavano vista la condotta di vita parca, non proprio mondana, che la defunta zia aveva tenuto in vita.
Insospettitosi per le anomalie registrate sul libretto di risparmio, il nipote ha fatto partire la segnalazione alla direzione dell’istituto bancario chiedendo che venissero avviati gli opportuni controlli: sapere che fine avessero fatto parte dei risparmi della zia.
I celeri accertamenti interni hanno stabilito che il cassiere, profittando della fiducia della anziana signora, aveva provveduto a distogliere una parte dei risparmi.
Immediato è scattato la sospensione del cassiere dal posto di lavoro.

La posizione del legale dell’interessato: «Un errore di tecnica bancaria, non una sottrazione di fondi». All’indomani della pubblicazione della notizia della sua sospensione dal lavoro, il bancario in servizio presso un istituto di credito della città fa sapere attraverso il suo legale di non aver sottratto fondi dal conto corrente dell’anziana donna deceduta di recente, bensì di avere solo compiuto un’operazione non consentita. Sarebbe questo, secondo il cassiere, il motivo della sua sospensione dal lavoro. Questa, nel dettaglio, la versione dei fatti esposta: l’impiegato, titolare anche della delega per le operazioni bancarie di una sua anziana parente, al suo decesso avrebbe distribuito la somma, piuttosto cospicua, agli eredi fra i quali il diretto interessato, effettuando un semplice prelievo di cassa. La procedura prevista per legge, invece, prevede una serie di altri adempimenti, compresa la dichiarazione di successione, sottoposta a ritenute fiscali. L’anomala operazione avrebbe fatto scattare i controlli da parte della direzione dell’istituto di credito e di conseguenza il cassiere, che avrebbe ammesso l’errore, è stato sospeso dal suo lavoro. Almeno per ora. Il bancario, tramite il suo avvocato, sta attivando tutte le procedure ammesse dalla legge per essere riammesso in servizio.

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