Il primo tratto interessato dai lavori va dall’arco a Calata Signorelli
Conversano – Le prime storiche chianche di Via Acquaviva sono state rimosse di buon mattino. I lavori sono iniziati, con alcuni giorni di ritardo rispetto a quanto annunciato durante l’assemblea dello scorso 12 marzo, nel tratto di isolato che va dall’arco a Calata Signorelli. L’intervento di restauro e ripristino della pavimentazione stradale, fortemente atteso e voluto dai residenti della via, nonché sostenuto dal Comitato del Casalnuovo, prevederà l’interramento dei cavi di illuminazione della pubblica, la predisposizione per l’interramento dei cavi dell’Enel, il posizionamento di una guaina per prevenire le infiltrazioni dell’acqua alle fondazioni delle abitazioni.
Per il progettista e direttore dei lavori, l’Arch. Michele Sgobba, “l’obiettivo strategico dell’intervento è quello di fare in modo che Via Acquaviva diventi un luogo importante, di passeggio, un luogo dove la gente possa ritrovarsi, un luogo dove possano anche insediarsi delle attività…”.
Ma per renderla importante, fruibile ai cittadini conversanesi e ai turisti che giungono in città, nonché vivibile per chi vi abita, bisogna decidere se il transito e parcheggio delle auto sarà ancora previsto o no.
Restaurare, abbellire la strada per poi lasciare le cose così come sono non sembra essere la migliore delle decisioni. È bene prendere per tempo una decisione in merito. Tempo a disposizione ce n’è abbastanza.
A vedere come sono state divelte le chianche mi viene da pensare che anche questa volta ci saranno difficoltà a ricollocarle? In breve se mal non ricordo si era detto che gli scavi dovevano avvenire a mano e, man mano che le chianche dovevano essere svellite dovevano essere catalogate e numerate. Non mi pare si stia procedendo con questo tipo di lavorazione. Inoltre e mi rivolgo a tutti i cittadini del centro storico e a coloro sicuramente più esperti di me in materia per chiedere se qualcuno ha visto le autorizzazione della sovrintendenza ai beni culturali e le eventuali prescrizioni. Esistono questi documenti e se si perché non vengono resi pubblici? Per cortesia la società civile si renda parte attiva e mi affianchi nella ricerca del bene comune. Vi ringrazio