Conversano – “La bellezza ci salverà?”.
Negli scorsi anni l’ex consigliere comunale Nico Mottola, nella sua azione politica, tanto insisteva sul decoro della città. Campagne di denuncia e sensibilizzazione, prese di posizione in seno al Consiglio Comunale attraverso interrogazioni al Sindaco Giuseppe Lovascio, caratterizzavano, meritoriamente, l’azione del nostro concittadino.
Anelare di vivere in una città pulita, presentabile agli occhi dei propri concittadini e ai tanti che vi arrivano in città per le vacanze e non, è d’altro canto un desiderio pleonastico, scontato: una città ben tenuta e conservata diventa attrattiva per il turista che sceglie di soggiornare a Conversano.
Sono del resto delle semplici condizioni che vedi realizzate a Polignano a Mare, Monopoli, Martina Franca, Locorotondo, Ostuni, Cisternino città prese d’assalto da numerosi turisti a cui piace ritrovarsi in luoghi pubblici, ovvero piazze (libere da sagre e dai fumi di polipi e salsicce arrostite, da ring per la boxe), giardini, laghi, riserve naturali, ben mantenuti e puliti.
Ed è grazie all’osservanza di questi semplici e basilari attenzioni al patrimonio, alla natura, si realizza il brand di una città, ovvero un marchio di qualità che invita/invoglia il turista a ritornare negli anni a venire.
A Conversano c’è l’opposto. Nel mese di giugno, da queste colonne, denunciammo lo stato di abbandono e incuria del Lago di Sassano. Dopo un mese dalla pubblicazione dell’articolo, in una calda e rovente domenica di Luglio, un gruppo di ragazzi e ragazze capitanati dal Sig. Domiziano Mastrangelo, vista la latitanza dell’Amministrazione Pubblica, ha provveduto alla pulizia dell’area.
Un’opera meritoria, eseguita per l’amore che si ha per la città.
Adesso il Lago di Sassano è tornato ad essere un luogo dove poterci stare, dove poter portare i bambini. (Nel contempo però è anche opportuno invitare i cittadini ad essere più rispettosi del luogo, ovvero a riportarsi a casa le bottiglie, le buste e quant’altro se vedono che il cestino è stracolmo. L’Amministratore Pubblico è sì disattento, ma serve avere un sano comportamento civico per mantenere nel decoro tutta l’area!).
Recarsi in Villa Garibaldi, da cittadino conversanese, è sconfortante. Vedere come sono ridotti gli alberi di leccio ti fa rabbia. Basta recarsi ad Alberobello per ammirare i lecci adiacenti al palazzo comunale. Sono rigogliosi, potati a regola d’arte, ben squadrati tanto da essere un elemento architettonico/naturale che contribuisce a rendere ancor più bella la piazza.
I lecci di Villa Garibaldi sono un lontano parente dei lecci di Alberobello.
Il maestoso viale pensato e progettato dall’esimio concittadino, Arch. Sante Simone, versa in una condizione pietosa. Il consiglio è quello di recarsi in Villa Garibaldi per avere l’esatta contezza del grado di confusione arborea, e di abbandono, che c’è.
E che dire dei lecci del viale della stazione? La chioma oramai alta e incolta maschera del tutto il panorama.
Una peculiarità di Piazza castello è (era) quella di poter godere di un bel panorama.
In epoche passate, quando il viale della stazione era ben curato, agli occhi del conversanese, del turista occasionale e non, si pareva davanti ai propri occhi (prima ancora che comparissero i capannoni industriali e l’elettrodotto) la gradevole scansione del paesaggio con i suoi colori naturali: la campagna conversanese si mostrava rigogliosa con i suoi ulivi e mandorli per poi terminare, come se si volesse tuffare, nell’azzurro del mare.
Si godeva dell’orizzonte, cioè il circolo che delimita ai nostri occhi la superficie visibile della Terra e dove pare che cielo e terra o mare si tocchino. Ed è tanto più vasto quanto più è alto il punto di osservazione.
A tutti gli effetti poter godere di un bel panorama, e orizzonte, è (era) un brand che qualifica la città, la rende bella e attrattiva.
Recatevi in Piazza Castello e vedrete che da molto tempo, nel grigiore e nell’indifferenza generale di amministratori, titolari di bar e ristoranti, tutto questo non c’è più causa l’alta chioma dei lecci.
Saranno ancora una volta i ragazzi e le ragazze, assistiti da anziani maestri potatori presenti in città, a metter ordine agli alberi di leccio armati di scale e seghe? Saranno loro che ci ridaranno l’orizzonte perduto del “nostro sempre caro colle”?. Saranno loro che ci ridaranno il piacere di recarci in Villa Garibaldi?
O dobbiamo aspettare, o sperare, che giunga in città un editorialista del New York Times e che scriva, come fatto per Roma, del decoro assente nelle piazze, strade, laghi, giardini e ville?.
O forse dobbiamo sperare nell’intervento dell’Amministrazione Pubblica?.
Ringrazio la testata giornalistica "Oggiconversano.it" e in particolare l'editorialista Francesco Innamorato per aver dato risalto al mio impegno profuso contro il degrado urbano e al servizio della nostra citta'.