Attese e speranze per la campagna cerasicola 2016

La necessità di pensare a nuove varietà precoci per vincere la concorrenza sui mercati europei

Conversano – Tra attese e speranze, fervono nelle campagne conversanesi le operazioni colturali sui ciliegeti. Per chi ha “irrorato le piante” per avere l’anticipo della fioritura c’è stato un qualche patema d’animo. Le condizioni meteorologiche, piogge e freddo, avute nei giorni che hanno preceduto le festività pasquali hanno tenuto in apprensione gli agricoltori che hanno compiuto l’azzardo.
Dalle ricognizioni fatte sugli impianti è emerso che nulla è andato compromesso, ci sono volute alcune operazioni colturali tese a salvaguardare il processo naturale dell’allegagione.
Comunque, al netto di queste apprensioni, la fioritura “naturale” non dice ancora molto. C’è da attendere ancora qualche giorno per capire se, dal punto di vista qualitativo e soprattutto quantitativo, il 2016 sarà simile al 2015.
In molti sperano che non sia così, ovvero che sulla pianta non ci sia molto prodotto come accaduto lo scorso anno. Una situazione che, come ben si ricorderà, contribuì ad avere ciliegie di modesta pezzatura e, cosa più dolente per i produttori, a non spuntare buoni prezzi di vendita.
Di fronte a questo stato di cose, nel periodo di raccolta della Bigarreau, ci furono agricoltori che preferirono non raccogliere più il frutto, in quanto antieconomico!, lasciandolo marcire sulla pianta.
Quindi, l’auspicio di molti è che la pianta non sia eccessivamente carica, che ci sia un rapporto equilibrato in modo tale di avere una ciliegia di buona pezzatura per essere venduta ad un prezzo che ripaghi le spese sopportate per le operazioni colturali.
Avere una buona ciliegia, di buona pezzatura, è importante per vincere la concorrenza sui mercati esteri. In alcuni importanti esportatori è viva la preoccupazione di veder arrivare, sui mercati esteri, grossi quantitativi di ciliegie dalla Turchia. Ciliegie che un tempo prendevano la via del mercato Russo e che oggi, visti i pessimi rapporti diplomatici (e di riflesso commerciali!) tra Turchia e Russia, causa la guerra in Siria, prenderanno la strada verso i mercati d’Europa con conseguenze, sempre a dire dei grandi esportatori, potenzialmente negative sui prezzi di realizzo per le nostre ciliegie.
Una concorrenza temibile, una sfida che si potrebbe vincere non solo contando e lavorando sulla salubrità e qualità del prodotto, ma cercando di arrivare per primi sui mercati, quindi lavorando sulla precocità. E per precocità non si intende irrigazioni selvagge, uso di prodotti illeciti, bensì nuove varietà che devono venir fuori grazie alla ricerca portate avanti nei laboratori delle Università Agrarie.
È questa una politica di ricerca e sviluppo che in altri paesi, la Spagna, è già in atto. È bene che anche da noi si incominci lo stesso percorso, ovvero pensare a nuove varietà che siano precoci e di buona qualità.
In ultimo, e sempre per quanto attiene agli auspici per la campagna cerasicola 2016, sono in molti ad auspicare che truffe come quella perpetrata lo scorso anno, le bollette non pagate ai produttori, non si verifichino più. Dopo lo scandalo, nessun provvedimento è intervenuto per evitare che simili raggiri si ripetano. Anche quest’anno si andrà al mercato senza paracadute, senza garanzie.

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