In un’intervista al settimanale Fax il dott. Raffaele Di Marino fa affermazioni premature sull’esito del processo
Conversano – “La conclusione è che i terreni non sono contaminati. Nessuno dei campioni ha dato un valore tale da dire che sono contaminati….non è un Paradiso Terrestre ma non è sicuramente l’Inferno che è stato dipinto….secondo me l’incidente probatorio dà una mano grossissima alla difesa“. Queste le affermazioni fatte dal dott. Di Marino, consulente tecnico del Comune di Conversano e Mola di Bari, al settimanale Fax. Sembra, per la verità, che la mano alla difesa l’abbia data proprio il dott. Di Marino con queste esternazioni fatte, come lui stesso ricorda, senza aver sentito l’avv. Chiusolo, difensore legale degli stessi comuni di Conversano e Mola di Bari. Infatti non poco è stato lo sconcerto dei cittadini e dei comitati civici nel leggere una vera e propria assoluzione della controparte dal consulente tecnico nominato e pagato dai comuni di Conversano e Mola di Bari, ben prima che fosse il tribunale ad esprimersi.
Nel frattempo anche il sindaco di Conversano Lovascio, a conoscenza di questa relazione che sembra essere formata da quasi mille cartelle, aveva convocato una conferenza stampa per giovedì prossimo 14 aprile ha ritenuto di dover rinviare la conferenza stampa per le pressioni di parte dell’opinione pubblica. La data in cui l’amministrazione comunale presenterà i dati della relazione dell’incidente probatorio è il 21 aprile alle 19,00 presso il Comune di Conversano. In attesa dell’udienza del 18 aprile dove si discuterà della relazione del pool di tecnici capeggiati dal prof. Boeri.
Riportiamo replica di Andrea Laterza di Mola di Bari alle esternazioni del dott. Di Marino
“Alcuni organi di stampa stanno ospitando le dichiarazioni del consulente tecnico di parte dei Comuni di Mola e di Conversano, il dott. Raffaele Di Marino, designato a rappresentare le due comunità all’interno del procedimento giudiziario in corso per gli illeciti contestati dalla Procura della Repubblica di Bari, in merito all’affaire” Martucci. Il dott. Di Marino è senz’altro persona stimabilissima e sicuramente competente. Non mettiamo in dubbio le sue considerazioni tecniche sui risultati delle analisi delle acque di falda in quel di Martucci. Tuttavia alcuni interrogativi, e non da poco, sorgono. Innanzitutto, sotto il profilo deontologico, ci permettiamo di dissentire dal metodo di comunicazione adoperato dal dott. Di Marino. Egli è un professionista che ha ricevuto un incarico dai Sindaci dei due comuni e ad essi, innanzitutto, avrebbe dovuto riferire le sue considerazioni. L’incarico professionale, peraltro retribuito con il denaro dei contribuenti molesi e conversanesi, sottintende una serie di doveri verso il committente, a cominciare dal rapporto fiduciario che si instaura. A nostro parere, solo dopo aver concordato con i Sindaci e con il legale dei due Comuni una strategia di comunicazione egli avrebbe potuto rilasciare le sue dichiarazioni alla stampa. In caso contrario, è ovvio che il rapporto fiduciario, in specie in una fase giudiziaria così delicata, rischia molto concretamente di venir meno, con possibili ma ovvie ripercussioni di responsabilità oggettiva e soggettiva a carico del dott. Di Marino. E’ altrettanto ovvio che le dichiarazioni del dott. Di Marino verranno utilizzate a piene mani dalla difesa degli imputati: un clamoroso e involontario “assist” che rischia di vanificare anni e anni di indagini giudiziarie della Procura della Repubblica con molti motivi fondanti e probatori, al di là di quanto possano dire o non dire le risultanze chimiche delle analisi delle acque.
Peraltro, ed ecco il secondo motivo di obiezione, i risultati delle analisi dei pozzi commissionate alcuni anni fa dalla Procura sono in netto contrasto con quelle attuali sulle quali si sofferma Di Marino. Come è possibile che ora le acque sotterranee di Martucci e dintorni si presentino immacolate (o quasi), mentre le risultanze delle analisi del giugno 2013 davano la presenza di alte concentrazioni di metalli pesanti e cioè ferro, piombo e manganese (questi ultimi due elementi tossici e cancerogeni) nei pozzi a valle della discarica che, infatti, furono sequestrati per ordine della magistratura barese?”
buona lettura con i dati aggiornati della Perizia per incidente probatorio della Discarica “Martucci” http://www.comune.conversano.ba.it/images/pdf/gip-relazione.pdf