L’intervento di due esponenti del comitato di Conversano per il NO al referendum
Il 4 divembre 2016 il popolo italiano verrà chiamato ad esprimersi sulla riforma costituzionale. Peccato che, mentre le ragioni del Sì, trovano spazio in tv, nelle feste dell’Unità, nelle uscite pubbliche dei pro-renziani… il perché sarebbe opportuno votare NO è meglio non farlo sapere. Perché intorno al NO, potrebbe giocarsi la partita governativa.
Una riforma complessa, difficile da spiegare , ma che sostanzialmente mina alcuni punti essenziali della nostra democrazia. Anzitutto è una riforma scritta dal governo e non dal parlamento. Non permette il superamento del bicameralismo e fornisce il potere a strette minoranze. Le consultazioni referendarie diventeranno più complesse, si prevede infatti un innalzamento del numero di firmatari.
Il governo centrale acquisirà sempre più potere a discapito delle amministrazioni locali, già in crisi e con sempre meno risorse economiche e finanziarie. Inoltre il Senato, che non sarà più rappresentativo dei cittadini, continuerà a poter rinviare leggi, fare proposte e inoltre in alcune materie rimarrà paritario, come per esempio sull’Europa.
Gli organi di garanzia finiranno nelle mani di una scarsa maggioranza, formata probabilmente dal premio.
Diventa necessario, informare e far conoscere ai cittadini tutte le motivazioni, per questo aderiremo al movimento per il No e al Comitato a favore del No, sostenuto a Conversano da Iuri Accardo. Nelle prossime settimane saremo a disposizione di tutti gli elettori che vorranno approfondire il tema, sia attraverso momenti di confronto sia con iniziative pubbliche.
Annalisa Lacalandra
Chiara Candela