Casalnuovo: l’amministrazione comunale prima fa l’accordo con residenti e commercianti e poi delibera diversamente

Tutti d’accordo dopo l’ultimo incontro ma poi la marcia indietro senza preavviso

Conversano – Che ci fosse una sensibilità diversa dell’amministrazione comunale verso le zone del centro storico, lo si era capito da tempo. Da quando mesi fa la stessa aveva deciso, in accordo solo con pochi residenti del Casalnuovo, di chiudere alla sosta l’intero quartiere e all’accesso h/24. Ciò che si consentiva nel resto del centro storico, l’accesso a tutti dal mattino alle 19,30 della sera anche ai non residenti, non era concesso nel quartiere del centro storico meno “storico” di tutti. E senza alcuna plausibile motivazione. Se non quella, evidentemente, dell’assenza di tanti esercizi commerciali e attività dimenticando, però, che quei pochi esistenti non possono essere considerati figli di un Dio minore.
E così in città è facile ritrovarsi con decine di auto parcheggiate selvaggiamente sul Largo della Corte, nel salotto buono che ha appena salutato le opere di De Chirico, con altrettante decine di auto parcheggiate in piazza XX Settembre anche in presenza di manifestazioni, e con il Casalnuovo impossibilitato a vivere una sua vita sociale e relazionale. Infatti non è possibile per nessuno recarsi anche solo a portare la spesa ai propri cari se non dopo aver provveduto a fare richiesta di permesso. Una specie di punizione divina per un quartiere abitato da tanti anziani e anche da giovani coppie con bambini a carico.
Ma cosa chiedevano i residenti del Casalnuovo e quali erano i termini dell’accordo raggiunto ad ottobre scorso scorso tra l’amministrazione e gli stessi residenti?

Questi i punti dell’accordo raggiunto nell’ottobre scorso:
1- redistribuzione dei posti auto disponibili h24 per i residenti del Casalnuovo, tra Via XXVI Maggio e Piazza Moro (tanti posti auto solo alla villa dei Caduti era troppo distanti per parte dei residenti, e toglievano opportunità di parcheggio per i residenti delle zone B e C): istituite le strisce gialle su metà di Piazza Moro, lasciando libero il parcheggio solo sull’altro metà della Piazza. Mentre i parcheggi esterni alla piazza e a ridosso dei marciapiedi riservati agli avventori di bar e negozi di piazza Carmine
2- incremento del numero dei posti auto disponibili h24 previo pagamento di abbonamento (30euro annui) sulle strisce blu di Via Buonarroti e di un lato di Via XXIV Maggio e la disponibilità in via esclusiva riservata dei posti auto di Via Matteotti e di Via Rosselli e di Piazza Cesare Battisti fuori dalle fasce orarie di sosta a pagamento
3- riduzione dei potenziali conflitti in Via Matteotti con i commercianti e in Via XXIV Maggio con i residenti in Via Martucci e a ridosso della cattedrale, e ridefiniti in Via Matteotti anche gli orari di sosta per carico e scarico, concentrati nelle ore mattutine
4- assicurate regole di transito per evitare l’effetto clausura per i residenti e per i pur pochi esercenti del Casalnuovo, che vanno anch’essi tutelati, perché rimangano e possano anche attrarre nuovi operatori commerciali: il transito dei non residenti è consentito nelle stesse fasce orarie in cui è consentito nelle zone B e C del Centro storico, cioè dalle 6.00 alle 19,30 con esclusione dei festivi quando è vietato il transito dei non residenti h24
5- assicurate regole di transito per un traffico ridotto e più sicuro anche da parte dei non residenti, con la chiusura dell’accesso in Via Acquaviva da Via Di Vagno e da Via Rosselli, in modo che il traffico che tende a sfuggire dall’ingorgo di Via Rosselli ha l’obbligo di svolta a sinistra su via Di Vagno; quindi si può entrare nel Casalnuovo solo dai varchi da via Matteotti e da Via XXIV Maggio, per chi deve effettivamente raggiungere qualcuno o qualcosa nel Casalnuovo e non transitare per sfuggire ad altro traffico.

L’Amministrazione non volle impegnarsi, invece, sulla questione dei parcheggi interni: il Comandante dei Vigili insisteva per non consentire parcheggi interni sulle parallele di Via Acquaviva obiettando il divieto derivante dal Codice della Strada, ma assicurando la minima flessibilità necessaria per consentire, pur non potendo istituzionalizzarla, la sosta breve per il semplice disbrigo di piccole faccende in casa propria prima di spostare l’auto e uscire dal Casalnuovo.
Dal giorno dell’accordo tra l’Amministrazione Comunale e la commissione dei cittadini, alla presenza dei componenti del Comitato del Casalnuovo che nell’occasione non si pronunciarono, sono passati 45 giorni e nessuna assemblea, così come pattuito, è stata convocata dall’amministrazione. A detta dell’assessore Masi per l’indisponibilità del sindaco a causa di ragioni personali. Il tutto fino alla sorpresa della deliberazione (allegata all’articolo) in cui si nota che i termini dell’accordo sono stati rispettati solo per quanto riguarda la disponibilità di 23 posti macchina in piazza Carmine e in via Buonarroti. E per le richieste dei commercianti. Tutto il resto dell’accordo completamente ignorato e, al momento, nessuna notizia dell’assemblea.
Un comportamento che ha scatenato la reazione degli abitanti che in un post apparso sulla pagina facebook del gruppo “Calsalnuovo bello e possibile” così si sono espressi attraverso Anna Maria Candela, una delle animatrici del gruppo di donne che hanno cominciato questa battaglia: “Ora è chiaro che in questo paese i processi di partecipazione e di coinvolgimento e di responsabilizzazione non servono a nulla, perché abbiamo a che fare con gente poco seria. Che adotta delibere eludendo alcuni degli accordi presi in riunioni ufficiali (e ignorando le petizioni); che le serve via Acquaviva per evitare i problemi con un fallimentare piano del traffico; che sistema i parcheggi evitando di intaccare privilegi acquisiti da pochi, e per tenere buoni commercianti già molto mansueti; che se ne frega di tenere un intero quartiere ufficialmente recluso; e che, su tutto , evita i controlli e gli strumenti moderni e poco costosi di monitoraggio già utilizzati per altre zone del centro storico, e le multe le fa solo ai residenti. Di fronte a una parola data che vale così poco resta sempre solo il resto di niente!
Abbastanza evidente che la questione non finirà a questo punto e c’è già chi ipotizza diffide e ricorsi formali: “L’amministrazione deve spiegare il perché della differenza di trattamento all’interno stesso del centro storico. Dappertutto si può entrare fino alle 19,30, nel Casalnuovo ciò viene impedito. Questo forse potrà essere oggetto di discussione anche in altre sedi dato che quando i cittadini raggiungono accordi con il proprio sindaco e assessore, pensano di avere di fronte interlocutori capaci di mantenere la parola data”.

 

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