La malavita accarezza e sniffa affari sui servizi al turismo. In questi giorni è toccato a Polignano a Mare

Le avvisaglie c’erano tutte. E da tempo. Gli incendi a due esercizi molto noti situati in adiacenza al meraviglioso porticciolo di San Vito, sembra siano dolosi. Voluti da qualcuno che ormai da tempo sguazza nel nostro territorio, indisturbato, controllandolo e imponendo leggi proprie e tipicamente mafiose. Si sente parlare di pizzo ma non si dice, si vedono fiamme alzarsi dalle auto in nottate infuocate ma mai nessuno che viene preso con le mani nel sacco. Alcuni esercizi chiudono battenti d’improvviso ma non è dato sapere la motivazione “vera”. Alcuni locali passano dal fuoco al fumo con grande facilità e non c’è mai un responsabile.
Questi segnali che da tempo tutti vedono non trovano riscontro in azioni efficaci che portino serenità ai nostri territori e alla nostra economia fatta molte volte di duro lavoro e sudore, oltre che di grandi rischi. E che la malavita abbia individuato un filone nuovo su cui concentrare le proprie forze ed “investire” ormai è talmente chiaro che solo chi non vuol sentire continua a fare orecchio da mercante.
Diciamolo: il nostro territorio è sotto lo scacco di pezzi di malavita d’importazione, con facilitatori locali, a cui le istituzioni e le forze dell’ordine non riescono a contrapporre un’azione capace di frenarne l’impeto e la volgarità violenta che si manifesta in vari modi. Sindaci e amministratori che si guardano bene dal fare dichiarazioni forti cercando di allontanare dal tempio faccendieri contigui ai facilitatori, non aiutano a porre questo problema al centro dell’attenzione. Non parlare della presenza sul proprio territorio di personaggi noti e inspiegabilmente presenti nelle varie cittadine del sud est barese, non aiuta il turismo e non evita di fare figuracce. Anzi ne amplifica la portata quando, come nel caso di questi giorni a San Vito, viene data alle fiamme una struttura nota a tutti e che rappresenta un’icona del nostro mare. In tanti si chiedono: “è possibile che le forze dell’ordine e le istituzioni non si accorgano di quanto noi tutti ci accorgiamo?” E’ sicuramente duro il mestiere di chi è chiamato a tutelare l’ordine e la legalità. E noi non possiamo che schierarci con chi lavora giorno e notte per noi. Ma forse c’è qualcosa che non funziona. Da sole le forze dell’ordine non ce la fanno. C’è bisogno della cosiddetta società civile. Se il racket e la malavita organizzata piombano sugli affari legati al turismo c’è bisogno che gli operatori tutistici reagiscano, che le associazioni di volontariato si facciano sentire, che l’associazione “Libera dalle mafie” batta un forte colpo, che gli amministratori definiscano senza alcun dubbio da che parte stanno. C’è bisogno di tutte queste cose messe insieme per creare immediatamente un argine a queste infiltrazioni disgustose e che fanno di tanti pezzi di territorio aree incontrollate dove trova terreno fertile chi è portato a delinquere. Bisognerebbe diventare respingenti verso queste forze della malavita. E per esserlo cominciamo tutti col denunciare tutto quello che vediamo e notiamo. Se la gestione dei servizi al turismo diventerà sempre più terreno di conquista di gruppi organizzati, saranno due le conseguenze: 1) non ci sarà il salto di qualità nell’offerta turistica, di cui si sente già il bisogno, perchè strozzata sul nascere; 2) verranno meno tutte le speranze di coloro che stanno producendo reddito offrendo questo tipo di servizio. E sono tanti i giovani che cominciano a trovare occupazione in questo settore.
Il lavoro è tanto ma una reazione positiva delle intere comunità è necessaria e urgente.
Non è più possibile farsi rubare il proprio futuro e farlo rubare ai più giovani che si cimentano con nuovi “mestieri” e inventano nuove attività. La piaga della convivenza e connivenza con la malavita deve essere rimarginata al più presto. Con la conoscenza e senza mettere la polvere sotto il tappeto. E la nostra città non è fuori da questa piaga. Reagisca insieme a Polignano a Mare e tante altre località oggetto di attenzione dei cultori dell’illegalità. Che va combattuta e non mestamente accettata.
Esprimo la mia solidarietà agli esercenti di quei locali incendiati a Polignano a Mare come ho espresso solidarietà ai nostri concittadini raggiunti in un recente passato dalle stesse “attenzioni”. Ma non basta.

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