Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento dell’assessore alle Politiche Culturali e Welfare Ciccio Magistà
“È del poeta il fin là meraviglia chi non sa far stupir vada alla striglia” cit. Giambattista Marino, considerato il massimo esponente della poesia Barocca. La vicenda che occupa il dibattito di questi giorni sull’esposizione in Piazza Castello delle opere di Letizia Battaglia insieme a Roberto Timperi e Mauro D’Agati, esposte per la mostra “Nude” nell’ambito della manifestazione Contempo, può essere riassunta nella frase del celebre poeta Giambattista Marino, abile interprete del gusto e della meraviglia che l’arte e i suoi messaggi devono suscitare. Nel senso che, a mio parere, non può trattarsi di arte e cultura quell’opera che non susciti reazioni, discussioni, riflessioni e confronto. Sono contento del dibattito che ha generato l’esposizione di opere di artisti di fama internazionale. Personalmente non la chiamerei polemica, mi piace pensare ad un sano e vivace confronto. Finalmente discutiamo di qualcosa di diverso dalle solite diatribe sugli eventi e manifestazioni. Essere e definirsi città d’arte comporta il dover esaltare le differenze e tutelarle nelle loro diverse forme. Alcune opere possono più o meno piacere, ma quel che conta è garantire la libertà di espressione e di esposizione delle stesse. Conversano ha il dovere di promuovere la diversità e di accoglierla, anche nel solco tipico della tradizione cristiana. È necessario ricominciare a parlare di contenuti e di importanti temi, nel rispetto dei diversi punti di vista. Conversano deve diventare luogo di discussione vera. Su cosa? Per esempio sul significato delle parole come: corpi, bellezza, nudo, povertà, giudizio e pregiudizio, sul comune senso del pudore che troppe volte utilizziamo per celare le nostre paure e le nostre fragilità nei confronti delle disgrazie e debolezze altrui. Apprezzo il lavoro svolto da tutti gli operatori culturali e artistici che in questi mesi hanno dato a Conversano la possibilità di ospitare artisti e professionisti forti e autorevoli nella loro autonomia di pensiero e nel coraggio di saper donare al pubblico la propria arte senza preoccuparsi dei pre-giudizi ma provando ad argomentare sui temi del nostro tempo. Si può debellare la povertà dal mondo? Forse no. Possiamo mostrarla in pubblica piazza per fare in modo che non resti relegata nei soliti luoghi di discussione? Possiamo debellare dal mondo lo sfruttamento del corpo ed in particolare del corpo femminile ? Forse non possiamo. Però possiamo costringere la società, anche quella “dei salotti buoni”, a prenderne atto e a reagire a questo stato di cose ? Si, assolutamente sì. Anzi è un dovere e un’ opportunità a cui la politica non può e non deve sottrarsi.
Ciccio Magista’ Assessore alle Politiche Culturali e Welfare