Il PM aveva chiesto 5 anni e 8 mesi. “ingiustizia è fatta” il commento di centinaia di cittadini sui social
Bari – La delusione della famiglia di Davide D’Accolti, il giovane che tre anni fa rimase ucciso a causa di un ragazzo (Giovanni Palumbo), che percorse la SS 16 contromano in preda ad alcol e stupefacenti, è la stessa delusione di tutta la città di Conversano.
Il Tribunale di Bari ha condannato Giovanni Palumbo, 30enne di Noicattaro, alla pena di 3 anni e 8 mesi per l’omicidio colposo di Davide D’Accolti, il 23enne studente di ingegneria vittima il 26 febbraio del 2016 di un incidente stradale avvenuto sulla statale 16. Secondo le perizie, alle 2 di quella notte l’imputato percorse ad alta velocità, sotto l’effetto di droga e alcol, circa venti chilometri contromano, fino a schiantarsi contro l’auto guidata dalla vittima. Il pubblico ministero Ruggiero aveva chiesto il massimo della pena, 5 anni e 8 mesi con la riduzione prevista dal rito abbreviato. Prima della sentenza, letta dal giudice Marco Galesi, l’imputato ha chiesto scusa ai familiari della vittima, mentre il legale di parte civile, Pierfrancesco Clemente, presidente della Fondazione Ciao Winny di Bari, ha preannunciato appello alla sentenza: «Attendiamo la pubblicazione delle motivazioni – afferma il legale – per prendere la decisione». Delusione e rammarico nelle parole di Gianni D’Accolti, padre di Davide: «E’ una sentenza che non accettiamo. Questo purtroppo è quanto lo Stato nella sua organizzazione dice ai suoi ragazzi: continuate a spargere dolore. Forse dopo questa sentenza, chi ha ucciso mio figlio si farà qualche mese di reale detenzione a casa. Posso solo affermare che siamo molto amareggiati, questa sentenza dice chiaramente che non c’è stato e continua a non esserci rispetto alcuno per la vita di mio figlio Davide e di tante altre persone che continuano a morire per i comportamenti sconsiderati di taluni». Prima della lettura della sentenza, Palumbo ha chiesto scusa ai familiari, ma lo ha fatto nel chiuso dell’aula in assenza dei familiari della vittima: «E’ un perdono che arriva in realtà per evitare di farsi un giorno di carcere. Il perdono si esprime in privato non in pubblico, peraltro non ci è stato riferito direttamente, l’abbiamo appreso dall’avvocato Clemente di Ciao Winny dopo la lettura della sentenza che è avvenuta in nostra assenza, in quanto la parte offesa è Davide». C’era molta attesa, in città, per l’esito del processo in primo grado. La famiglia D’Accolti è molto nota in città e dopo la tragedia, tanti cittadini si sono stretti intorno a loro dando vita ad una serie di iniziative promosse dall’associazione «Musica d’incanto» (Davide era iscritto anche al Conservatorio Piccinni di Bari ed era appassionato di musica antica) grazie alla quale è stato possibile restaurare alcune opere d’arte presenti nelle chiese della città.
