Gian Luigi Rotunno: “Siamo in emergenza sanitaria e sociale, la politica non può dividersi”

Intervista all’Assessore all’Urbanistica e Attività Produttive

Assessore Gian Luigi Rotunno, la difficile situazione politica è all’ordine del giorno in città. Cosa ne pensa?

In questo momento pieno di impegni per l’emergenza sanitaria e sociale, la situazione politica, comunque complessa, non può che passare in secondo piano. Si è sparsa addirittura la voce che il sindaco si è dimesso. Non capisco come si faccia in queste ore a creare tutta questa confusione, evidentemente voluta. Una caduta di stile senza precedenti.

Un giornale online ha scritto che la sua posizione è intransigente rispetto al superamento di questa fase, sostenendo che lei è per portare in consiglio comunale argomenti importanti e testare il comportamento dei consiglieri di opposizione.
E’ lo stesso giornale che ogni dieci minuti pubblica un articolo contro il sindaco e l’amministrazione. C’è un evidente ricorso alla fantasia e alla voglia di creare la mischia in cui non si capisce chi prende mazzate e chi le da. Questa volta alla fantasia si è aggiunta una buona dose di non conoscenza dei fatti. Io sto assumendo, e non da oggi, un atteggiamento di grande responsabilità e di voglia di condivisione con tutto il Consiglio Comunale. In questo momento l’unità è un valore. Poi, a tempo debito e ad emergenza conclusa, si può tornare sulle proprie posizioni scegliendo qualsiasi soluzione.

Quando parla di responsabilità cosa intende?

In questo momento particolare fatto da giornate che iniziano alle 6 del mattino per concludersi alla mezzanotte della sera, sempre col pensiero fisso ai problemi da risolvere, a rispondere a tutte le telefonate di cittadini che chiedono delucidazioni su ogni particolare, per me la responsabilità è esserci in quanto membro della giunta con delega alle Attività Produttive, le più colpite dall’emergenza. Ho più volte detto che sarebbe auspicabile che l’intero Consiglio Comunale facesse squadra anziché dividersi. Quando l’emergenza sarà finita, spero prestissimo, i cittadini giudicheranno anche i comportamenti che ognuno ha avuto in questi giorni. E non faranno sconti a coloro che anziché collaborare hanno aizzato e creato confusione, o peggio ostacolato i lavori per la risoluzione dei problemi impellenti della comunità.
Lei ha detto che la fase 2 in città sarà più dura della fase 1. Perché lo sostiene?

La crisi delle imprese durerà a lungo. E se la città non sarà unita poco riuscirà a fare per accompagnare fuori dalla palude della crisi tutti i nostri amici imprenditori. Alcune misure le abbiamo già adottate: maggiore spazio pubblico gratuito a ristoranti, bar e negozi; organizzazione di una campagna di marketing e comunicazione a favore di tutte le attività della nostra città; organizzazione del servizio a domicilio inteso come servizio comune alle imprese. Stiamo cercando di recuperare altre somme che vanno oltre il bilancio comunale per ulteriori misure a favore dei piccoli imprenditori. E, come tutti gli altri 8mila comuni italiani, aspettiamo il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri per ridurre o annullare il pagamento delle tasse comunali a cominciare dalla Tosap e dalla Tari. Tutto questo lavoro lo stiamo facendo insieme alle associazioni di categoria e approfitto di queste pagine per ringraziare i rappresentanti della collaborazione incondizionata.
Assessore, ne usciremo da questa crisi? E soprattutto come ne uscirà la nostra Conversano?

C’è chi dice che da questa crisi l’Italia ne uscirà peggiorata. Io penso che sia l’Italia che Conversano ne usciranno più forti, solidali e rinnovate. Adesso noto scetticismo ma quando intraprendo ragionamenti singoli con giovani e meno giovani, noto intatta la voglia di ricominciare più forti di prima. Lo Stato deve fare una sola cosa oltre a far circolare danari: sburocratizzare drasticamente tutto. La pubblica amministrazione, le banche, le migliaia di agenzie che sovrintendono allo stesso procedimento. Diciamo la verità: non se ne può più. E allora si colga l’occasione per sburocratizzare anche perché la sburocratizzazione crea molta più economia e opportunità. A volte le stesse amministrazioni pubbliche come Comuni, Sovrintendenze e Regioni innanzitutto, si pestano i piedi bloccando i procedimenti. Ci sarebbe bisogno di un lockdown della burocrazia, non bisognerebbe più farla affacciare nella vita pubblica, chiuderla nella cassetta dei ricordi.
A proposito di Regione. A Conversano ci sarebbero tre candidati al Consiglio Regionale: l’avv. Ciccio Magistà, l’avv. Giuseppe Lovascio, e il dott. Bartolomeo Lofano. I primi due a sostegno di Emiliano, il terzo a sostegno del candidato del centrodestra non ancora individuato. Cosa ne pensa?

Si tratta di candidati che non hanno bisogno di giudizi. La nostra città ne gioverebbe se qualcuno di loro fosse eletto. E ciò non è improbabile, anche per più di uno. Un solo consiglio, non richiesto, mi permetto di dare al dott. Bartolomeo Lofano. Candidarsi alla Regione è fatto importante. Farlo con serenità e dando sempre l’idea di uomo di spessore politico è doveroso. Non si lasci andare a comportamenti politici scomposti nella sua qualità di consigliere comunale, montando anche e soprattutto dall’esterno confusione attraverso amici e sodali spregiudicati. La città saprà premiare quei candidati che daranno la netta sensazione di saperla abbracciare e condurre. Di certo non sosterrà coloro che faranno della rissa il proprio pane quotidiano. E’ un consiglio non richiesto ma dato senza alcuna pretesa

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