I cittadini pugliesi da molti anni votano con la doppia preferenza: hanno votato per le elezioni europee nel 2014 e nel 2019 sapendo che potevano esprimere più di una preferenza, a condizione che fossero per candidati di genere diverso; hanno votato per le elezioni amministrative, ad esempio a Conversano già nel 2013 e nel 2018, potendo esprimere due candidati al Consiglio Comunale, purché fossero una donna e un uomo. Lo ricordiamo: nel 2013 furono elette solo due consigliere, nel 2018 la maggioranza a sostegno di Pasquale Loiacono ha vantato la presenza di ben 5 consigliere su 16. E avremo la doppia preferenza anche per le elezioni amministrative che dovremo ripetere dopo il commissariamento appena avviato per la sfiducia dei consiglieri di centrodestra all’ Amministrazione Loiacono in piena crisi economica e sociale da Covid. Mentre al momento non sarà possibile esprimere la doppia preferenza alle elezioni regionali per il Consiglio Regionale della Puglia. Il che sembra del tutto schizofrenico.
E proprio in vista delle prossime elezioni regionali, ormai previste per il 20-21 settembre 2020 – una volta arginati i tentativi dei Governatori regionali uscenti di Veneto, Liguria, Puglia e a Campania che hanno fretta di capitalizzare il consenso derivante dall’emergenza Covid, prima della grande crisi d’autunno – riparte un tentativo energico per chiedere ed ottenere l’immediata attivazione della doppia preferenza anche in Puglia.
La Puglia, infatti, è tra le Regioni che non hanno ancora applicato la doppia preferenza di genere, né altri strumenti di riequilibrio, anche statutari (ad esempio con riferimento alla composizione delle giunte, delle commissioni, ecc.), nonostante si tratti di principi contenuti nella Costituzione e di misure specificamente previste dalla legge nazionale n. 20/2016.
Ora è pronto un ricorso nazionale al TAR di ogni Regione in cui si dovesse andare nuovamente al voto senza avere recepito i principi della democrazia paritaria, ricorso che produrrebbe l’invalidazione delle elezioni regionali. Ma siccome le associazioni promotrici di questa nuova battaglia, con le personalità e i gruppi spontanei di donne che la supportano, hanno la ferma convinzione che si possa correre ai ripari prima e meglio di un ricorso al TAR e della invalidazione delle prossime elezioni regionali, è partita nelle ultime ore una raccolta di firme per fare pressione sul Presidente uscente, Michele Emiliano, perché la doppia preferenza sia implementata subito. L’iniziativa è supportata dall’autorevole parere dell’Avv. Marida Dentamaro, amministrativista e già assessore regionale nella prima Giunta Vendola, sulla norma nazionale: “la norma statale (la L.n. 20/2016) è autoapplicativa, perché qualificata tra i principi fondamentali a cui la legislazione regionale deve conformarsi. Emiliano, se volesse, potrebbe introdurla nel decreto di indizione delle elezioni regionali, senza il voto del Consiglio”.
La doppia preferenza è questione di civiltà e di democrazia paritaria. Ma si badi bene, è un punto di partenza e non un traguardo, per il lungo cammino necessario per riqualificare la composizione del Consiglio Regionale, per genere, competenze, passioni civiche, capacità di rappresentare istanze collettive. Dovrà invece continuare, dentro le forze politiche, nella società e nel corpo elettorale, il lavoro culturale per accrescere la consapevolezza che la presenza delle donne nelle istituzioni e nei luoghi decisionali, accanto alla presenza, fin qui predominante, degli uomini, può e deve essere veicolo di cambiamento, di nuove visioni, di trasparenza, di maggiore concretezza, di un rinnovato legame con le comunità di riferimento. Sappiamo che molto dipenderà dai meccanismi di selezione delle classi dirigenti, ma è ora di dire che questo deve valere sia per il genere maschile che per il genere femminile.
Per aderire alla campagna per chiedere e ottenere l’immediata applicazione della doppia preferenza anche in Puglia per le prossime elezioni regionali basta inviare una e-mail alla casella 2votimegliodi1@gmail.com
Fatelo, io credo che sia una battaglia giusta. La prima per affrontare al meglio il prossimo autunno.