I comizi continueranno in questa settimana. Domani alle 19,00 il confronto tra sindaci organizzato dal settimanale Fax
Conversano – Una cosa si è capita bene: il candidato sindaco Giuseppe Lovascio quando è chiamato a scegliere tra la sua città e il suo futuro politico, non ha dubbi: sceglie la sua carriera. E’ ciò che dimostrò nel settembre 2017 quando non esitò nemmeno un minuto a lasciare le chiavi della città ad un commissario per inseguire un obiettivo poi rivelatosi una chimera: il seggio in Parlamento. E la città rimase senza un’amministrazione comunale e senza un parlamentare ma con un commissario. E con un ex sindaco che si era fatto gioco di cittadini e istituzione. In questi giorni il candidato sindaco Lovascio ha cercato di giustificare quell’atto, da m0lti dei suoi stessi alleati definito “avventato e pericoloso”. L’ha fatto asserendo di aver cercato di difendere la sua città dal Parlamento. Nulla di più irreale dato che il suo referente politico nazionale (Quagliarello) pensò al suo piazzamento, in una lista in Abruzzo, dimenticando Lovascio e quest’ultimo dimenticando Conversano in un danno a catena senza precedenti. E quell’atto consumato nel settembre 2017 con una mesta uscita di scena dell’allora sindaco, a testa piegata, da un Consiglio Comunale che gli chiedeva conto, rimarrà scolpita negli annali e nella cronaca della politica di Conversano. C’è un elemento che naturalmente sconcerta; fermo restando che chiunque può proporsi o riproporsi al giudizio degli elettori, corre l’obbligo di sottolineare che chi ha già abbandonato la propria città dallo scranno più alto di rappresentanza, potrebbe essere capace di rifarlo senza alcun problema per inseguire la propria carriera politica. E questo la nostra città non se lo può permettere. Tra l’altro, tra le fila dell’ex sindaco ci sono anche altri esponenti esperti in commissariamenti e sono gli ex consiglieri comunali che fanno parte dei nove che si recarono il 19 maggio scorso dal notaio per porre fine all’amministrazione di Pasquale Loiacono.
Queste valutazioni, naturalmente facenti parte di una lettura mia personale, fa il paio con una risposta che il candidato Lovascio, se pur chiamato a farlo, non riesce a dare: per chi voterà alle regionali? Per Emiliano o per Fitto? Nel marzo scorso, intervistato dall’emittente Canale7, disse chiaramente che avrebbe sostenuto Emiliano con la recondita idea di candidarsi alle regionali. Passato il treno, invece, delle inaspettate elezioni comunali anticipate, ha scelto di candidarsi a sindaco. Mettendo in imbarazzo una parte di città che lo ha sempre riconosciuto come esponente di destra (viene da Alleanza Nazionale). E mettendo in imbarazzo anche qualche suo stretto collaboratore che, invece, continua a sostenere la destra.
Questi equivoci di fondo e strutturali denotano un chiaro elemento che emerge in tutto il suo fragore: il rischio di una situazione di grande instabilità di cui la città non sente alcun bisogno. Questi elementi probabilmente saranno chiariti negli ultimi giorni di campagna elettorale, una campagna elettorale tutta molto particolare ma che lascia intatto il suo fascino e la sua unicità.