Il potere di plasmare un intelletto in crescita è potere di morte e non solo di vita. (Norbert Wiener, Ex-Prodigy)

(Antonio Campanile ha studiato a Conversano, nel liceo Scientifico “Sante Simone”, e vive a Mola di Bari.
Nella vita ha insegnato trasmettendo passioni e suggestioni ai suoi allievi. Da questi ricambiato con amore e grandi attenzioni.
Lo abbiamo interpellato perché ha dalla sua alcune peculiarità: è un uomo di scienze che ama la filosofia e la lettura. E’ uomo colto, semplice, simpatico, fa citazioni e le commenta. Gioca con le parole, è un maestro di scacchi. E’ nostro amico.
Ci terrà compagnia ogni sabato con la sua rubrica “Il Sassolino del Professore”.
Diamo il benvenuto tra noi ad Antonio Campanile e lo ringraziamo per il contributo che vorrà dare alla nostra testata e ai suoi lettori.)

Norbert Wiener è stato un grande matematico e padre della cibernetica. Fu un bambino prodigio, ma la sua infanzia fu costantemente guidata dall’ingombrante figura paterna, Leo Wiener, che volle assolutamente fare di lui un genio, sottoponendolo a studi massacranti e destinandolo ad un’infanzia infelice. Riuscì nel suo intento, ma Norbert ebbe degli scompensi psicologici e comportamentali che lo accompagnarono per tutta la vita. Ecco perché nella sua autobiografia, Ex-Prodigy, ha scritto la frase su riportata, che pesa come un macigno verso tutti i genitori.

Bisogna fare molta attenzione nell’educare i propri figli, cercando di non esagerare nel proiettare su di loro i propri sogni e magari le proprie ambizioni represse, trasformando la loro infanzia e adolescenza in un incubo. Anche il famoso tennista Andre Agassi, nella sua autobiografia Open non è stato tenero con il suo padre, che lo costrinse ad allenamenti estenuanti sin da quando aveva quattro anni, portandolo per tanto tempo ad odiare il tennis.

Eppure vediamo schiere di genitori accalorarsi per i propri figli in modo smisurato non solo nello sport, ma nei campi più disparati, dalla musica alle arti, alle scienze. 

Che ricordino, nel crescere i loro figli, il monito di Norbert, e sappiano fermarsi davanti a quella sottile linea rossa che separa il potere di vita dal potere di morte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

1 Comment

  1. Sono pienamente d’accordo. Così come sono convinto, come scrive Galiano nel suo ultimo libro, che l’unica persona che sa davvero cosa c’è scritto in fondo alla nostra anima, l’unico che ha il diritto di dirci chi vogliamo essere, siamo noi. Giuseppe