Confcommercio e Confesercenti: “Diamo vita alla nostra città”

Intervista ai nuovi dirigenti delle associazioni di categoria Giulia Pascale e Francesco Fiore

Conversano – Siamo a dicembre, il mese più atteso dell’anno, il mese della magia. Quest’anno però, è davvero difficile parlare di magia e l’atmosfera natalizia ha un sapore diverso.
Abbiamo intervistato i due referenti delle Associazioni di categoria: Giulia Pascale, responsabile delegata della Confcommercio e Francesco Fiore, Presidente  di Confesercienti.
La vera ricchezza è il confronto, guardare oltre il proprio punto di vista per varcare i propri limiti e scoprire come affrontare nel migliore dei modi una crisi inaspettata e destabilizzante, puntando i riflettori sul mondo del commercio in generale e di come le due Associazioni si stanno adoperando per affrontare al meglio con i loro tesserati, in questo particolare periodo, il momento così delicato.
Giulia Pascale e Francesco Fiore rappresentano il rinnovamento delle associazioni di categoria che stanno cercando di dare un nuovo impulso alle attività collettive dei commercianti che sono, bisogna ricordarlo, uno dei gangli fondamentali dell’economia di una città. E dal loro impegno e dalle iniziative in cantiere che dipende una parte della ripresa alla quale tutti guardano con grande attenzione.

DOMANDA: Con l’ultimo DPCM entrato in vigore oggi è previsto il prolungamento di orario fino alle ore 21, questa misura insieme a quelle già in essere come i contributi a fondo perduto e no prestiti, i crediti di imposte per gli affitti e la detassazione dei magazzini ritiene siano interventi sufficienti ad cercare di favorire questo momento storico così delicato per tutelare chi ha un’attività commerciale?

Giulia Pascale (Confcommercio): Se consideriamo i limiti di spostamento imposti, la chiusura serale delle attività di ristorazione e la comprensibile, oltre che auspicabile, prudenza con cui i clienti stanno affrontando questo momento di paura per la propria salute, chiaramente la risposta è no. Le misure adottate non sono sufficienti a colmare le perdite delle nostre attività commerciali e va anche peggio per i bar e i ristoranti. I contributi economici coprono a malapena le spese fisse e il credito di imposta per i canoni di locazione rappresenta una misura poco incisiva in un momento in cui si è comunque obbligati contrattualmente al pagamento degli affitti. Molte attività ristorative, ad esempio, sono completamente chiuse.
Non tutte trovano conveniente, per diverse ragioni, anche legate alle caratteristiche della propria attività, svolgere servizio solo per pranzo oppure con asporto e domicilio ma, pur non lavorando, sono obbligate a corrispondere il canone mensile ai proprietari degli immobili.

Francesco Fiore  (Confesercienti): Le misure messe in campo dal governo centrale a nostro avviso sono state insufficienti. Abbiamo assistito ad una legiferazione schizofrenica, otto decreti e altre tanti DPCM, con norme poco chiare e molte volte in contrasto tra loro che hanno mandato in tilt imprenditori e partite IVA e chi gli assiste. In un momento in cui era necessario snellire, accelerare, rendere tutto più semplice ci siamo persi dietro la burocrazia. Bisogna considerare che per la cassa integrazione si è seguito l’iter ordinario in una situazione che richiedeva, invece, misure straordinarie. Gli aiuti fin qui ricevuti, come bonus e fondo perduto, sono stati assolutamente insufficienti e spesso legati al concetto del call del fatturato con conseguenti calcoli da eseguire per poter presentare le domande.
Giornalmente assistiamo tutto il mondo delle imprese legate all’intrattenimento, wedding e della sua filiera che sono fermi da mesi e poco o per nulla considerati. Si avverte nettamente che la nostra classe politica non ha idea di cosa voglia dire gestire una attività e quindi avere la pressione di tutte le scadenze che una attività sostiene. Si poteva fare di più e meglio, visto che il mondo delle imprese italiane è per lo più composto da piccoli imprenditori e professionisti, che sono la colonna portante dell’intero sistema produttivo ed economico italiano e che oggi rischia di crollare se non li si aiuta adeguatamente.

D: La pandemia sia nel primo che nel secondo lockdown ha sicuramente cambiato la propensione alla modalità di acquisto dei cittadini molto più orientati verso gli acquisti on line, il rischio quindi anche per i nostri cittadini di rivolgersi ai colossi dell’e-commerce è quanto mai concreto. Come vi siete preparati per contrastare questo fenomeno e incrementare il commercio online, ma a KM0, quali strumenti e iniziative avete messo in atto.
Ritiene che anche la misura del cashback 2020, ovvero il rimborso del 10% sui pagamenti elettronici (con carta di credito o bancomat) possa favorire il commercio di prossimità.

GP: Diciamocela tutta…la propensione dei clienti agli acquisti on line ha origini ben più remote rispetto al lockdown. Già da tempo noi commercianti affrontiamo questa realtà che per molti è stata devastante, tanto da provocare la chiusura delle attività.
L’e-commerce ha da subito assunto le vesti del peggior nemico per i negozi del nostro paese, ma quando il nemico non lo si può sconfiggere bisogna imparare a conoscerlo bene e,  se possibile, ad utilizzarlo come un’opportunità. In questo la formazione promossa dalla Confcommercio ha giocato un ruolo fondamentale in questi anni per il cambiamento necessario delle nostre attività. Ciononostante la nostra associazione continua a sensibilizzare i clienti agli acquisti nei negozi di vicinato puntando sulla professionalità di chi li assiste e che mai potrà essere sostituita dall’e-commerce.
Anche in questo senso la formazione risulta fondamentale al fine di disincentivare i clienti a rivolgersi ai colossi delle vendite on line e indurli a creare un rapporto di fiducia con i commercianti del proprio paese.
Quella del cashback sui pagamenti elettronici è sicuramente una misura incentivante, ma ritengo sia necessario attendere la reale percezione di convenienza che i clienti avranno da questa opportunità per poterne comprendere la ricaduta positiva sul commercio di prossimità.

FF:  Siamo stati sin da subito attenti a questo controeffetto dovuto, in primo luogo, proprio alle limitazioni a cui questo periodo emergenziale ci sta costringendo, ed anche ad a un cambiamento di abitudini che ha avuto inizi in tempi molto più lontani. Come Confesercenti Provinciale Bari, in questi mesi abbiamo avviato una serie di campagne di comunicazione in merito, come “Compra nella tua città” partita già il 16 maggio, “Leggi vicino” sostieni le città e la tua libreria di fiducia ed il più recente “Il mio acquisto sicuro”. Come Confesercenti Conversano, puntiamo molto sul marketing territoriale in abbinamento a quello aziendale: video promozionali, valorizzazione delle attività associate attraverso i canali social, campagne di sensibilizzazione, consulenza 7/7 gg attraverso i nostri gruppi lavoro su Whatsapp, formazione professionale attraverso webinar online. In questi giorni stiamo avviando due progetti sperimentali, ovvero sono la tessera “Socio per Socio” che prevede un circuito di convenzioni interno ed esclusivo per i tanti soci Confesercenti, e la tessera  “Socio per Cittadino” che prevede invece una serie di convenzioni e promozioni per tutti i cittadini che acquisteranno nelle attività locali Confesercenti. La risposta a queste iniziative è stata pressoché unanime da parte degli esercenti e questi progetti trovano la sua forza proprio nel numero dei nostri associati (quasi cento al momento).
Rimane ovviamente necessario uno sguardo teso e deciso verso l’e-commerce anche da parte degli esercenti locali, ed è in questa direzione che dobbiamo lavorare.
Sul Cashback 2020, dalle nostre statistiche ci risulta che un solo registratore su tre sia adeguato a partecipare alla lotteria dello scontrino. Molte attività non hanno potuto completare gli investimenti per potervi partecipare. Una partenza a gennaio, vorrebbe dire escludere migliaia di attività commerciali e ristorative. Riteniamo che anche il meccanismo di vincita sia squilibrato, in quanto garantisce più possibilità di vincita a chi emette più scontrini, avvantaggiando inevitabilmente i giganti della grande distribuzione fornendo cosi un ennesimo elemento distorsivo della concorrenza. Ben vengano questi strumenti, ma che siano calibrati ed incentivanti per le piccole attività che sono sicuramente il motore trainante della nostra economia locale

D: Quali sono i numeri che raccontano la crisi del comparto commerciale in quest’anno di pandemia? Guardando al futuro cosa vedi? Cosa ti senti di dire ai giovani che vorrebbero intraprendere oggi, in maniera autonoma, un’attività imprenditoriale?

GP:  I numeri della crisi da pandemia sono impietosi e raccontano perdite in percentuale altissime nel 2020. Persino in estate, quando la situazione sembrava essere tornata alla normalità, le perdite in alcuni casi hanno raggiunto l’80% circa rispetto all’anno precedente. Per il futuro non ho opzioni di scelta se non quella di credere in una ripresa. Del resto da una crisi così devastante si può solo ripartire crescendo.  L’intraprendenza che i giovani stanno mostrando all’interno della delegazione Confcommercio di Conversano ci indica chiaramente che sono proprio loro, e cioe’ le nuove generazioni di commercianti, le risorse più importanti per il nostro paese. È stato davvero appagante per me riscontrare nei miei coetanei lo stesso entusiasmo che da sempre ha caratterizzato la mia esperienza in questo difficile ma bellissimo mondo del commercio. A chiunque voglia intraprendere un percorso commerciale in proprio dico di non scoraggiarsi perché ci saranno momenti di grande sconforto, tipo quello che stiamo vivendo ora, ma facendo rete sono certa che ne potremo venir fuori più forti e determinati di prima.

FF:  I numeri destano assoluta preoccupazione, le statistiche Confesercenti raccontano che con le sole ultime restrizioni, le attività commerciali, hanno subito un calo del 60% degli incassi. Il settore ristorativo è stato sin da subito maggiormente, ed ingiustamente, penalizzato nonostante fossero stati consegnati nelle mani degli imprenditori protocolli anti-covid-19 per i quali sono stati effettuati ingenti investimenti. Il futuro non può che apparire estremamente complesso, saranno necessari sforzi straordinari da parte di tutti, dai cittadini che devono e dovranno puntare a sostenere le attività locali, dagli imprenditori che dovranno essere capaci di reinventarsi e rinnovarsi per cercare di sfruttare al massimo le proprie potenzialità e di percepire quali potranno essere i punti di forza di questa ripartenza. Potrebbe essere il momento giusto per “ristrutturare” l’intero comparto.
In fine i giovani imprenditori, il mercato oggi presenta notevoli sfaccettature che possono essere sfruttate per aver successo; in relazione a questo credo che sia necessario non lasciare nulla al caso e formarsi ed informarsi a dovere per crearsi un bagaglio culturale tale da poter creare figure imprenditoriali flessibili e pronte al cambiamento, se necessario. 

D: Quali sono i punti saldi e gli obiettivi della vostra associazione Confcommercio e/o Confesercineti, perché un commerciante dovrebbe scegliere voi?

GP:  Formazione, condivisione, sostegno reciproco e programmazione di eventi all’interno della nostra comunità, come quelli natalizi che presto vi illustreremo, sono solo alcuni dei punti di forza della nostra associazione. La Confcommercio e’ da tempo una realtà che può contare su una struttura ormai consolidatasi su tutto il territorio nazionale.
La nostra delegazione è in costante crescita e gode del sostegno della Confcommercio Bari che è molto attenta alle nostre iniziative, tanto da riproporle in altri paesi della provincia.
Mi auguro davvero si possa continuare per la strada intrapresa perché sono certa che avvicinerà con naturalezza molti altri colleghi conversanesi.

FF:  Perché sappiamo fare rete. Perché crediamo che insieme si possono ottenere risultati tangibili e misurabili. Perché ognuno deve saper fare il proprio lavoro al meglio e solo con il supporto, con la costanza e la dovuta passione, si possono mettere in campo progettualità di valore. La nostra associazione ha come obiettivo principale quello di essere un punto fermo per tutti i suoi associati. Sin da subito abbiamo messo a disposizione di tutti le nostre competenze, fornendo una consulenza ed assistenza continua e completa grazie alla nostra rete di professionisti creata in anni di esperienza e collaborazione. I nostri punti saldi non possono che passare attraverso la formazione: abbiamo creato dei percorsi formativi ad hoc per ogni categoria tenuti da professionisti locali e non in forma totalmente gratuita per gli associati grazie alla capacità di sfruttare in maniera costante i canali finanziari dedicati proprio alla formazione. La crescita non può che passare dalla formazione. La nostra prerogativa è stata proprio quella di essere pratici, risolutivi e soprattutto immediati.

Le opinioni e i progetti esposti dai rappresentanti delle categorie non rimarranno voci isolate. Nei prossimi giorni daremo la parola ai commercianti, testimoni privilegiati delle abitudini dei cittadini. Abitudini diverse in questi lunghi mesi di limitazioni e che hanno fortemente cambiato l’economia della città.

 Chiara Pagnozzi
Liliana Lovecchio

 

 

 


 

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