Serena Perrone (Fratelli d’Italia): “La frittura mista del civismo dell’amministrazione comunale confonde i cittadini”

Intervista al portavoce di Fratelli d’Italia di Conversano

Conversano – Continua il viaggio di Oggiconversano alla ricerca di esponenti  locali che fanno attività politica anche al di fuori delle competizioni elettorali e a prescindere dalle scadenze.
Serena Perrone è, al momento, l’unica esponente del centrodestra ufficiale ad intervenire nel dibattito politico e pubblico a Conversano. Un sit-in presso la struttura “Il Vivere Insieme“, la mobilitazione per la riapertura dello sportello postale di via Monopoli. Sono stati due degli ultimi interventi del circolo di Fratelli d’Italia di Conversano. Sul suo profilo facebook campeggia una frase di Tucidide: “Il male non è soltanto di chi lo fa, è anche di chi potendo impedire che lo si faccia, non lo impedisce“.  Una frase che delinea per certi versi il carattere dell’esponente politico del centrodestra che gestisce una libreria nel centro del paese. E la vicinanza alla famosa destra sociale. Dice di avere un modello: Giorgia Meloni “che riesce a conciliare il suo impegno politico con l’essere mamma“.

Lei si sente la Giorgia Meloni di Conversano?
Non credo, Giorgia è Giorgia. Ce l’abbiamo come esempio e modello. E’ l’unica donna segretario di un partito politico. E per questo bisogna fare una battaglia comune perché più donne raggiungano questo risultato. Lei è irraggiungibile ma per me resta un modello, di come si può conciliare la politica con l’essere mamma. Ed è importante.
Qual è lo stato della destra a Conversano?
Noi siamo connotati nel centrodestra e la nostra posizione è chiara. Noi siamo di centrodestra e abbiamo partecipato alle competizioni elettorali facendo riferimento a quell’area.
Come è strutturato il circolo di Fratelli d’Italia?
E’ strutturato con i quadri di partito tradizionali. Nella prima Repubblica si parlava di sezioni, adesso si parla di circoli. A prescindere dal nome l’organizzazione prevede il presidente, il direttivo, i soci. Siamo un partito gerarchico , a dicembre abbiamo concluso la fase del tesseramento e attualmente siamo circa 90. Io sono la portavoce e ciò che esprimo lo faccio a nome di un gruppo. C’è un direttivo, quello storico, e siamo organizzati in dipartimenti. C’è il settore giovanile suddiviso in Azione Studentesca per la fascia dai 13 ai 18 anni; Azione Universitaria che i temi universitari e poi c’è Gioventù Nazionale che li abbraccia un pò tutti. Si muovono in maniera autonoma secondo il linguaggio dei giovani e, naturalmente, a volte, trattano i temi di Fratelli d’Italia. 
A Conversano esistono la Lega e Forza Italia? Che rapporti avete?
Con il centrodestra abbiamo sempre rapporti di cordialità, certo ci sono le schermaglie visibili anche a livello nazionale. A Conversano con Forza Italia è stato più semplice perché il partito aveva indicato il candidato sindaco; mentre per la Lega so che ci sono dei riferimenti ma non so attualmente chi é il segretario del circolo.
Quali sono le battaglie del circolo di Conversano in questo momento?
La sicurezza. Poi lo spreco dei fondi pubblici, assistiamo alle difficoltà della classe media che sta andando verso la povertà. Infatti a volte pur essendo proprietari di case, queste famiglie rimaste senza lavoro di certo non possono mangiare i mattoni della propria casa. La terza priorità è l’attenzione verso gli autonomi. La quarta è la questione ambientale sulla quale vorremmo una svolta radicale. Sono quattro priorità sullo stesso piano.
Alcuni esponenti dell’amministrazione comunale affermano di appartenere al centrodestra. Cosa ne pensa?
Noi lasciamo liberi tutti quelli che ritengono di collocarsi almeno a parole. Abbiamo sempre chiesto che queste dichiarazioni verbali vengano fatte ufficialmente ma almeno a me non è mai arrivato nulla di ufficiale. Questa frittura mista, questo stare sempre sull’equivoco rende stufi anche i cittadini. Chi si identifica nel centrodestra stia nel centrodestra, chi si identifica nel centrosinistra faccia la stessa cosa nell’altra parte del campo di gioco. Così si evitano gli equivoci e noi dialoghiamo con coloro che ufficialmente scelgono il centrodestra.
Secondo lei c’è dell’opportunismo nel non dichiarare nulla sull’appartenenza?
Non lo so, non sto nella testa degli altri. Alla fine ci sono questi cambi di posizione ad ogni competizione elettorale e non si riesce a comprendere la collocazione dal punto di vista dei valori e alla fine questo determina l’astensione dal voto dei cittadini, come è successo l’ultima volta a Conversano dove in tanti non si sono sentiti coinvolti. La mancanza di identità e il civismo li fa spostare una volta di qua, una di là, un pò al centro. Alla fine ci si schiera con chi potrebbe vincere, magari adesso con Fratelli d’Italia che i sondaggi danno al 17%.
Il sindaco Lovascio, storico esponente della destra conversanese, è stato un sostenitore di Emiliano alle ultime elezioni regionali?
Non ha mai dichiarato di essere né di centrosinistra né di centrodestra. Aveva detto di essere un civico che guardava a destra ma nello stesso tempo alle regionali lasciava liberi di appoggiare chiunque. Alla fine disse: “mi interfaccerò con chi vince”. Così si è capito dalle sue parole pronunciate durante il confronto dei sindaci a precisa domanda del giornalista. Ma non so dirle per chi ha votato.
Cosa pensa dei bandi natalizi pubblicati dall’amministrazione comunale e rivolti alle proposte delle associazioni?
Effettivamente non tutte erano all’altezza della situazione e tranne per quella sfera luminosa, dove si è svolto tutto il Natale, vista in tutte le posizioni, in cielo in terra, in mare; tranne che per questo non c’è stato un gran risultato. Posso dire che culturalmente voliamo ancora basso.
E’ stato un errore candidare Fitto alle regionali?
Stando alla sua perfomance dell’anno precedente alle europee, ci sembrava il candidato favorito. Per noi la sua sconfitta è stata una sorpresa perché fino a qualche giorno prima i sondaggi lo davano vincitore. Siamo stati spiazzati dal risultato.
Se lei incontrasse per strada due persone. L’una indigente e l’altra sia indigente che immigrato. Come le tratterebbe?
Dal punto di vista della dignità la persona è persona. Se avessi un euro darei 50 centesimi a testa. Poi potremmo parlare a livello locale di altre cose tipo le case popolari, ma se si parla di diritti umani credo che dobbiamo essere tutti uniti nel difenderli. E’ un principio che abbiamo nella nostra Costituzione. La vita umana è sacra e riguarda le persone con P maiuscola, quindi tutti uguali.
Perché non c’è stata una condanna ferma del “Trumpismo” da parte di Giorgia Meloni e Matteo Salvini?
Noi siamo alleati degli americani a prescindere dal presidente. Giorgia ha condannato le violenze, è chiaro che nei giorni successivi la cosa è stata metabolizzata. Noi facciamo parte del conservatorismo internazionale e siamo con i repubblicani. Trump è stato visto come colui che all’economia aveva giovato, nonostante le sue uscite strane. Per questo è stato apprezzato dalla destra, perché ha fatto crescere l’economia interna e dato occupazione. La sinistra ha abbandonato da tempo questi temi perché, soprattutto quella di governo, è asservita ai poteri forti.  

 

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