Zootecnia, la commissione europea rende ufficiale il passaggio a zona “Ufficialmente Indenne” da brucellosi

La qualifica ottenuta dopo le indagine epidemiologiche dell’Osservatorio Epidemiologico Veterinario Regionale istituito presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata. La provincia di Brindisi era  ufficialmente indenne dal 2014

Il 2 marzo 2021 la commissione europea con decisione 2021/385 ha  reso ufficiale il passaggio di tutti gli  allevamenti bovini, bufalini, ovi-caprini delle province di Bari, BAT, Lecce e Taranto dalla  qualifica di Indenne a quella di  Ufficialmente Indenne. Queste province si aggiungono alla provincia di Brindisi, già ufficialmente indenne dal 2014. Nella decisione della commissione europea ci sono dei distinguo, infatti la  provincia di Taranto ha raggiunto questo requisito solo per gli allevamenti ovi-caprini mentre per  le altre province la qualifica  è valida  anche per gli allevamenti bovini e bufalini.

La brucellosi è una zoonosi causata dal batterio Brucella che ha colpito i nostri allevamenti dal lontano 1990 e  causa, negli  animali da reddito, principalmente aborto, mentre nell’uomo è responsabile di aborto, sterilità e sindrome simil influenzale con febbre altalenante. Infatti in passato era considerata una malattia professionale visto il contatto diretto che avevano gli allevatori o gli operatori dei mattatoi  con gli animali. Attualmente è un’infezione a trasmissione alimentare in cui gli alimenti contaminati, prevalentemente lattiero-caseari, rappresentano la principale fonte di contaminazione per l’uomo.

Questa qualifica, ottenuta anche grazie alle indagini epidemiologiche effettuate dall’Osservatorio Epidemiologico Veterinario Regionale istituito presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata, rende le procedure di sorveglianza da parte dell’ASL più snelle; le aziende saranno controllate solo una volta all’anno e non più due.  Le notizie più  importanti  riguardano la qualità degli alimenti, latte e derivati, oggi più sicuri e la valorizzazione del nostro patrimonio zootecnico. Quest’ultimo dato non è secondario perché dobbiamo ricordare che la zootecnia rappresenta ancora un importante settore nell’economia Regionale. Il patrimonio zootecnico bovino e bufalino pugliese al 31/12/2020 conta 4.070 allevamenti bovini e 71 allevamenti bufalini con un numero di capi rispettivamente di 178.365 e 11.942. La popolazione bovina è concentrata maggiormente nelle province di Bari e Taranto rispetto alle province di Foggia, Lecce e Brindisi. Per quanto riguarda il patrimonio zootecnico ovi-caprino risultano in Banca Dati Nazionale 4.173 allevamenti con 215.414 ovini e 59.848 caprini, concentrati prevalentemente nelle province di Foggia e Bari.

Dalla decisione della commissione europea resta fuori la provincia di Foggia perché, soprattutto nell’area del Gargano, restano delle criticità specifiche legate alla tipologia di allevamento e all’orografia del territorio.

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