Muore dopo un incidente Raffaele Gigante, la famiglia e lo sport le sue passioni

Le parole accorate di Mario Daniele,  l’amico con cui Raffaele si allenava quotidianamente

Conversano – E’ una di quelle notizie che lasciano tutti sgomenti, amici e conoscenti. In un tragico incidente in moto, avvenuto ieri lunedì 26 luglio presso Cozze nere in località San Vito, ha perso la vita Raffaele Gigante, molto conosciuto in città prima per la sua attività motoria e poi per quella di dirigente di una società che raggruppava numerosi podisti; era molto noto anche perché fino a poco più di un anno fa è stato un dipendente comunale che lavorava presso l’ufficio patrimonio.
L’incidente ha visto coinvolta la moto di Raffaele e un’altra moto, ironia della sorte condotta da un altro concittadino conversanese ferito nello stesso incidente. Non si conoscono ancora nel dettaglio le dinamiche dell’incidente.
La notizia ha subito fatto il giro del paese lasciando incredulo tutto il mondo dello sport ancora colpito dopo la morte nei mesi scorsi di Giovanni Lacandela, un altro podista appassionato.
Raffaele Gigante è stato uno sportivo a tutto tondo. Negli anni della giovinezza e adolescenza ha militato in squadre di calcio locali per poi passare a quella che è stata la sua vera passione: la corsa, gli allenamenti, le competizioni amatoriali, la bici, il nuoto. E non smetteva di invitare tutti ad intraprendere l’attività motoria senza guardare l’età, facendolo con attenzione e metodo. Aveva superato la soglia dei 65 anni ma aveva uno spirito e un fisico da ragazzino con la voglia di continuare, senza un domani, in questa attività.
Con Raffaele Gigante scompare un motivatore con la gioia di vivere che riversava sulla sua famiglia, sulla sua signora Katia De Santis, sulle sue amatissime figlie, sugli amatissimi nipotini ai quali la redazione di Oggiconversano vuole far giungere il proprio pensiero affettuoso esteso al fratello Nino e a tutta la famiglia.
Nelle parole di Mario Daniele, suo compagno di allenamento quotidiano ancora sconvolto per la notizia, il pensiero che il mondo dello sport rivolge ad uno dei suoi più appassionati interpreti: “Non ci sono parole adatte per scrivere notizie del genere, perché fanno sempre male, soprattutto per chi le scrive. Alcuni dei lettori già l’hanno saputo in forma privata, altri no. Credetemi se vi dico che mi dispiace che lo veniate a sapere adesso.
Purtroppo, la mattina del 27 luglio scorso, Raffaele Gigante è deceduto a seguito di un incidente stradale con il suo scooter.
La notizia mi è stata riferita ieri intorno a mezzogiorno via telefono e mi ha lasciato completamente di sasso. Fino al giorno prima eravamo insieme a correre per le strade di Castiglione e Montecarretto, lui per prepararsi alla maratona di Roma del 19 settembre prossimo scambiandoci le considerazioni tecniche in merito. Poco prima aderiva sul gruppo iscrizioni al circuito Puglia Trail (4 durissime gare) di ottobre del quale più volte mi sollecitava la pubblicazione del dispositivo.
Ora, semplicemente, Raffaele non è più fra noi. Dura da accettare, ma è così.
La botta per noi soci e atleti dell’Avis in Corsa Conversano che lo abbiamo conosciuto in tutti questi anni è stata a dir poco tremenda. Non è stato facile per molti di noi accettarla, ricordando il recente dramma di Giovanni Lacandela.
Da ieri non riesco a togliermi dalla mente l’immagine di lui e me mentre ci si allena o si gareggia insieme in gare preparate sino alla perfezione. Abbiamo riso, abbiamo convenuto su molte cose,… mi sono sentito bene a parlare con lui. Due  che si sono sempre scambiati esperienze e tecniche di preparazione alle gare.
Poi ho l’immagine dell’ultimo giorno di allenamento. 35 gradi, umidità alta, a stento si correva con il gruppo per il caldo. Abbiamo passato la mattinata assieme a parlare dei prossimi obiettivi mentre correvamo.
Il concetto credo che sia chiaro: ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona da moltissimi anni nella vita associativa. Soprattutto per l’associazione lui è stato imprescindibile, avendo ricoperto il ruolo di Presidente dell’Avis in Corsa Conversano per ben cinque anni  e di dirigente per il precedente decennio. Gestione sempre attenta, precisa, corretta, perché all’associazione lui ci credeva e ha sempre fatto un lavoro perfetto.
Certo, aveva le sue giornate no, come tutti quanti noi. Noi siamo un gruppo con delle riserve inaspettate di affetto con cui condividiamo qualcosa di molto profondo, come il voler rispettare l’obiettivo statutario della donazione … e Raffaele lo esprimeva con successo tanto da non accettare ultimamente la decisione dell’Avis per la mancata donazione dovuta all’età.
Sono trascorse poche ore… e ci sta già mancando. Ci mancherà quella risata, che continua a riecheggiare, e che non ce lo fa sentire lontano”.
Mi limito solo a concludere dicendo che  tanti di noi si mobiliteranno per andare a rendere omaggio a una persona che ha fatto tanto per tutto il nostro universo legato all’atletica”

 

 

 

 

 

 

 

 

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