Seduta del Consiglio Comunale animata dalla reazione della maggioranza al manifesto affisso in città dalle opposizioni
Conversano – Il fatto. Il Comune di Conversano, tramite un atto della sua giunta alla quale è risultato assente il vice sindaco Cerri per motivi personali, decide di non costituirsi parte civile in un procedimento contro alcuni cittadini resisi responsabili di abbandono di rifiuti in luoghi non adatti. Decide di farlo riservandosi comunque l’azione di risarcimento in sede civile. Gli avvocati difensori di questi cittadini risultano essere due consigliere comunali: Catiana Sportelli e Daniela Martino.
I consiglieri delle opposizioni (Damiani, Matarrese, P. Loiacono, Galiano, D’Alessandro e Accardo) inviano una lettera al Sindaco e al Segretario comunale chiedendo la revoca della delibera e l’invito a costituirsi parte civile in quanto il Comune di Conversano è parte offesa. A questa lettera si aggiunge il testo di un manifesto fatto affiggere in città dalle opposizioni presenti e non in Consiglio Comunale (PD, Quark, GD, Conversano Bene Comune, Valore Futuro, Progetto Politico, Conversano Futura, Punto, Cittadini Protagonisti, PSI escluso) in cui si ribadisce l’inopportunità di soprassedere sulla costituzione di parte civile ammonendo: “Gentile sindaco, sarebbe opportuno suggerire e ricordare ai consiglieri comunali di non confondere la propria professione con il ruolo pubblico che svolgono e che deve risultare al di sopra di ogni specifico interesse“, facendo specifico riferimento al ruolo delle due consigliere comunali in questo caso difensori della “controparte” del Comune di Conversano.
In apertura del Consiglio Comunale svoltosi il 30 luglio scorso, il sindaco durante le comunicazioni iniziali ha voluto stigmatizzare il testo del manifesto, ha ribadito di non voler revocare la delibera di mancata costituzione di parte civile da parte del Comune di Conversano, ha difeso il comportamento delle due consigliere comunali di maggioranza (Sportelli e Martino) dicendo che hanno rimesso l’incarico di difensori della controparte del Comune di Conversano e ha dichiarato: “…prenderò in considerazione un’azione di risarcimento per danno d’immagine personale e dell’amministrazione comunale“.
E’ intervenuto il consigliere comunale Damiani: “Mi mortifica girare e vedere il manifestino denigratorio, il gruppo consiliare del PD ne prende le distanze“. Naturalmente evidenziando una diversità di vedute tra il gruppo consiliare del PD e la segreteria politica che aveva deciso, invece, di firmare il manifesto.
E’ stata la volta degli interventi delle consigliere Sportelli e Martino che hanno voluto ribadire la correttezza del proprio comportamento improntato alla salvaguardia dell’istituzione che rappresentano, attaccando le opposizioni “molto divise quando si tratta di costruire ma unite quando vogliono distruggere qualcosa e colpire qualcuno“.
Subito dopo sono intervenuti altri consiglieri comunali di maggioranza (M. Loiacono, Abbruzzi, Berardi, il presidente Gungolo) a difesa del comportamento delle due colleghe consigliere e il consigliere Galiano per le opposizioni.
La discussione su un punto non all’ordine del giorno del Consiglio Comunale si è così conclusa. Il Comune di Conversano non si costituirà parte civile, le due consigliere comunali hanno rimesso il mandato di difensori degli accusati e controparte del Comune di Conversano “per opportunità ma non per incompatibilità“, ci hanno tenuto a precisare, il Sindaco ha minacciato querele agli estensori del manifesto. E ancora una volta l’oggetto della discussione è passato in secondo ordine rispetto alle polemiche. L’unica cosa chiara è emersa dalle parole del Sindaco che ha ribadito di non voler revocare la delibera in cui la Giunta ha manifestato di non volersi costituire parte civile, rispondendo alla parte del manifesto in cui le opposizioni dichiaravano: “Se da una parte il Sindaco invita i cittadini e le cittadine a rispettare il territorio e l’ambiente, dall’altra sorvola su coloro che sono difesi da due consiglieri comunali“.
Il processo penale inizierà nei prossimi mesi e, a quel punto, sarà sempre il Comune di Conversano a stabilire se inserirsi per eventuali azioni civili di risarcimento, ipotesi annunciata nella delibera di “non costituzione di parte civile“.