Ormai non c’è alcun cittadino che non si lamenta della sporcizia nella quale la città di Conversano versa da qualche mese. Non che in passato fosse mai stato un modello di splendore, ma il livello raggiunto da qualche tempo è preoccupante per più ragioni.
E a denunciare lo stato indecoroso in cui è ridotta la nostra Conversano sono anche i rappresentanti politici; da quelli delle opposizioni che hanno presentato un ordine del giorno che sarà discusso prossimamente, per finire a quelli della maggioranza che non nascondono sotto il tappeto una situazione ormai ingestibile.
Dalla sporcizia in cui sono tenuti i giardini pubblici (Parco della Rimembranza su tutti) fino a Villa Garibaldi che somma l’incuria delle aiuole all’abbandono del più bel polmone verde della città. Strade del centro urbano che in alcune ore del giorno si trasformano in cumuli di rifiuti (il centro storico è caratterizzato da questo fenomeno ormai usuale di depositare buste piene di rifiuti un giorno per l’altro, senza che a coloro che si cimentano in questa pratica succeda nulla).
Vige un senso di impunità che se da un lato “galvanizza” i cittadini poco rispettosi del decoro urbano, dall’altro fa emergere carenze organizzative riguardanti il servizio, gli orari in cui i rifiuti vengono realmente raccolti e se vengono raccolti. Un caos ormai imbarazzante dal quale bisogna venir fuori nel migliore dei modi.
La partita del decoro e della pulizia in città si gioca tra due attori: la comunità e i singoli cittadini da una parte e l’amministrazione pubblica dall’altra, con le sue decisioni e l’organizzazione del servizio a fronte del quale i cittadini pagano milioni di euro all’anno.
Se ai cittadini è richiesto di rispettare le regole innanzitutto differenziando per poi porre i rifiuti alle ore stabilite e con il rispetto di ogni regola, all’amministrazione comunale è richiesto il rigoroso rispetto del contratto di servizio stipulato dall’ARO8 (Ambito territoriale che include quattro comuni) con l’azienda Si.Eco.
Diciamolo con chiarezza: per molti cittadini il rispetto delle regole è diventato un optional “tanto nessuno dice niente“. E lasciare buste a qualsiasi ora, in qualsiasi stato senza nemmeno far conto delle giornate stabilite, è diventata una abitudine di tutti.
E, con altrettanta chiarezza, possiamo affermare che a questo abbandono del senso del decoro dei beni comuni quali le strade, le ville e il territorio rurale, corrisponde un lassismo da parte della pubblica amministrazione che non interviene mai né con una giusta informazione né con un percorso sanzionatorio quanto mai utile in questo momento. E’ un circolo vizioso: il servizio viene svolto con superficialità, a voler essere buoni (quante volte posiamo sacchetti di differenziato nei giorni prestabiliti e comunicati e nessuno passa per il ritiro), le strade sono sudicie, alcuni cittadini ne approfittano lasciandosi andare ad ogni tipo di indecenza non considerando più il bene comune come il proprio bene, l’amministrazione comunale sembra come un pugile suonato che non sa cosa fare e, nel frattempo, non interviene. E la città allargata, considerando tutto il territorio rurale deturpato oltre che dai tendoni anche dallo spettacolo di mini discariche sparse ovunque, si presenta in condizioni come mai prima di adesso.
L’amministrazione pubblica, i cittadini e l’impresa che gestisce il servizio hanno (abbiamo) davanti a loro una scelta obbligata: o si cambia registro con immediatezza oppure saranno guai seri per il futuro della nostra città.
Stamattina ho osservato con attenzione alcuni accessi al centro urbano, soprattutto quello di via Rutigliano nei pressi di S. M. dell’Isola. Un’aiuola indecente, lasciata al suo destino. E ho osservato lo stato di Villa Garibaldi, oltre che quello del Parco della Rimembranza. Così non si può continuare, vanno fatti interventi decisi e radicali. Così come deve essere chiaro a noi cittadini che dobbiamo rispettare le regole e dare il nostro contributo giorno per giorno, strada per strada, piazza per piazza.
Chiudo con un esempio: c’è la strada sulla quale insiste l’arco nel centro storico che collega via Lipari a via San Domenico. E’ l’arco più caratteristico del centro storico per la sua bellezza e per la sua piccola dimensione incastrato tra due fabbricati. Potenzialmente potrebbe diventare un simbolo caratterizzante il nostro borgo antico, un vero gioiello da andare a cercare. Attualmente è un sito di discarica dove non c’è momento della giornata in cui mancano voluminosi sacchetti neri che vengono depositati senza rispetto di orari e regole. Possibile che nessuno si sia mai accorto di questa situazione e non sia intervenuto per rendere quel luogo attrattivo anziché respingente e, una volta per tutte, sanzionare chi puntualmente sfregia il decoro urbano?
Assumiamolo come luogo simbolo della rinascita per una città pulita e accogliente.
