Abbattuti alberi di ciliegie e ulivi in un’area caratterizzata dalla presenza di una chiesa vincolata nel silenzio di Comune, Regione e Sovrintendenza
Conversano – Si susseguono ormai con grande velocità le notizie da ogni parte del territorio di Conversano. Sembra esserci un “attacco concentrico” che produce spianate illimitate dove, fino a qualche ora prima, c’erano magari ciliegi, uliveti, mandorleti. Il tutto per fare posto e spazio a future coltivazioni di uva da tavola. Una massiccia trasformazione del territorio che sta trovando terreno fertile, come si suol dire, per l’assenza sistematica sia degli uffici comunali che della Regione Puglia e anche della Sovrintendenza. E’ il caso dell’area che in queste ore è stata “azzerata” sulla provinciale Conversano-Monopoli, all’altezza della chiesetta della Madonna del Soccorso e, quindi, a ridosso della città consolidata.
Una chiesetta vincolata e che, stando alle zona di rispetto prevista ma evidentemente non preservata, ha assunto le sembianze di una vera e propria isola nel deserto. Il tutto si è consumato in pochissime ore e si capirà solo nei prossimi giorni quale sarà la reale destinazione, se a “tendone” oppure “ad ortaggi”.
Quella delle ferite così nette al territorio ormai è diventata una consuetudine che sembra indignare solo i cittadini e non le istituzioni preposte. Prima Monteferraro, poi tante altre zone del territorio conversanese, adesso via Monopoli.
Il tam tam sui social è tale e tanto da indurre i cittadini ad interrogarsi sul perché non arriva alcun segnale dagli uffici comunali e dalla Regione Puglia. Sarebbe utile e doveroso, a questo punto, porre la semplice domanda a chi dovrebbe far rispettare i vincoli e le conseguenti zone di rispetto: “perché nessuno è intervenuto dopo segnalazioni fatte ripetutamente sulla necessità di verificare il rispetto sia dei vincoli previsti dalle tavole degli “ambiti territoriali distinti” che indicano i vincoli stessi?”.
Quale fine farà questo territorio che sembra terra di nessuno e ognuno fa ciò che gli pare? Che si aspetta in Regione a legiferare oppure ordinare la legislazione vigente, in maniera tale da preservare le peculiarità del territorio?
In un momento storico in cui il pianeta, a tutte le latitudini, si sta interrogando sulla urgente necessità di ridare verde alla terra, in città sembra essere in vigore la regola per fare l’esatto contrario. Se i suggerimenti continui degli esperti vanno nella direzione di piantare più alberi, nel nostro territorio la pratica più in voga è quella di spiantarli.
La concomitanza con la candidatura di Conversano a Città della Cultura 2024 potrebbe essere l’utile grimaldello per scardinare queste pratiche con iniziative regolamentari che lo stesso Consiglio Comunale potrebbe promuovere. Qualunque sia il risultato e la reale capacità di un ente comunale di intervenire in questo campo, rappresenterebbe l’inizio di una discussione dalla quale il territorio potrebbe solo giovarsi. Intanto sono in tanti a chiedersi quale sarà la prossima ferita al territorio.