Se la sofferenza dei bambini servisse a raggiungere la somma delle sofferenze necessaria all’acquisto della verità, allora io dichiaro in anticipo che la verità tutta non vale un prezzo così alto. (Fedor Dostoevskij)

 Durante l’intervista televisiva di domenica scorsa a “Che tempo che fa”, papa Francesco, da quel grande comunicatore quale è, riuscendo a mio avviso a coniugare semplicità e profondità, arrivò a dire che una delle cose che gli rimane completamente incomprensibile è la sofferenza dei bambini. Di fronte a questo non è capace – soggiunge – di dare alcuna risposta.

Sempre durante quella intervista il Pontefice fece anche cenno ad un grande scrittore come suo riferimento di riflessione: Fedor Dostoevskij

Mi sono allora ricordato di un bel film, “Il grande cocomero” di Francesca Archibugi, che feci vedere a scuola, in cui il sacerdote, durante la messa funebre di un ragazzo (se la memoria non mi inganna), ritornandogli alla mente Dostoevskij, fece questa lancinante domanda: “Dio, perché i bambini muoiono?”.

È anche questa una domanda senza risposta che credo ogni donna ed ogni uomo si son fatti almeno una volta nella vita. Ed è una domanda che ci annichilisce perché nella sua ineffabilità ci rimanda dritti dritti nei recessi più reconditi del mistero dell’esistenza.

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