L’intervento dell’ex segretario del Pd di Conversano Piero Montefusco e dell’ex assessore Gianvito Vitto
di Piero Montefusco e Gianvito Vitto
Conversano – Una piazza democratica che nasce virtualmente e si sviluppa e concretizza tra la gente, dando vita ad un percorso di democrazia partecipata. E’ questa l’idea delle Agorà volute dal PD e aperte ad associazioni, formazioni politiche, cittadine e cittadini. A Conversano l’obiettivo è stato certamente raggiunto. Lo scorso 22 giugno ci siamo dati appuntamento nel Monastero di San Benedetto, presso la Fondazione Di Vagno; promossa tra iscritti al PD e non iscritti afferenti all’area di centro sinistra, ha visto la partecipazione di professionisti addetti ai lavori, personalità delle istituzioni, cittadine e cittadini che insieme hanno dato vita ad un bellissimo ed utilissimo confronto su un tema di primaria importanza legato al diritto alla salute e allo sviluppo della medicina di prossimità. Argomenti che non possono più essere procrastinati nell’estenuante attesa dei soliti “tempi tecnici” e/o “delle schermaglie politiche”, troppo spesso strumento e alibi dell’immobilismo.
L’idea che questa necessità non appartenga solo a chi, come noi, crede nella politica attiva sul nostro territorio, ha trovato conferma nei numeri. Eravamo certi dell’adesione, ma la partecipazione è andata oltre ogni più rosea aspettativa. Alle oltre cinquanta persone registrate in presenza, ne abbiamo avute circa quaranta collegate a distanza; una importante partecipazione da parte di cittadine e cittadini stupiti dalla superficialità con cui si affrontano questioni che riguardano il presente e il futuro della nostra comunità.
All’agorà hanno dato un significativo contributo gli intervenuti nellle persone di Sandra Zampa– responsabile salute del PD nazionale, Pierluigi Lopalco– epidemiologo, Anna Lampugnani– medico sindacalista, Orsetta Montanaro– medico del 118 di Alberobello, Franco Macchia– referente dei medici di medicina generale di Conversano. Numerosi anche ed interessanti gli interventi della platea.
Si è trattato insomma di un ottimo punto di partenza, caratterizzato, come previsto dal regolamento delle agorà, da cinque proposte concrete emerse dalla discussione e che devono avere sviluppi nell’immediato.
Le proposte sono:
1. Risorse umane: destinare risorse economiche non previste nel Pnrr per l’implementazione del personale medico e paramedico; unificare i contratti per i medici del 118 ed istituire una specializzazione ad hoc per i medici del 118; abolire il numero chiuso alla facoltà di medicina e riformare radicalmente l’accesso alle scuole di specializzazione.
2. infrastrutture e viabilità per l’accesso ad ospedali e presidi sanitari: la costruzione di nuovi ospedali e la ristrutturazione di quelli già esistente deve procedere di pari passo con la garanzia di una accesso viario facile e rapido a queste strutture.
3. fascicolo elettronico: messa in rete ed interconnessione fra tutti i medici (medici di basa, specialisti) e le strutture mediche (ospedali, case della salute) del fascicolo elettronico dei pazienti così da consentire agli operatori sanitari di conoscere in tempo reale la situazione clinica dei pazienti.
4. prevedere negli gli ospedali di comunità la presenza di un esperto/referente per le cosiddette “malattie rare”
5. Accrescere il ruolo educativo e di formazione dei consultori.
Infine riteniamo che quello delle agorà è un metodo da cui partire per affrontare altri fondamentali temi legati al nostro territorio e che ci impegniamo ad affrontare con chi e tra chi vive quotidianamente i disagi reali di una terra attrattiva per la sua naturale ed indiscutibile bellezza ma troppo spesso trascurata e violentata da chi utilizza la politica come mezzo e non come strumento di benessere collettivo.