Stamattina sono cominciati i lavori per l’installazione di un’antenna nel cuore della città che ha ricevuto il nulla osta della Sovrintendenza
Conversano – Questa volta il paradosso è rappresentato non solo da una nuova installazione di un’antenna su un immobile privato concesso dal proprietario alla società di telefonia mobile, ma anche dal fatto che, in quell’immobile, lo stesso proprietario non ci abita. E, non abitandoci, scarica completamente sui residenti di quella strada e di quel quartiere il peso sociale e ambientale di una nuova installazione, con tutto ciò che ne consegue.
Quindi il proprietario riceverà un corrispettivo annuale dalla compagnia di telefonia mobile e se ne starà tranquillamente a casa in altra zona. Una brutta storia che si ripete e che porta ad affermare che la pratica delle installazioni di numerose antenne nel centro storico si può realmente fermare e bloccare solo nel caso in cui i privati respingono le offerte economiche delle compagnie di telefonia mobile. Ma non tutto è racchiuso in questo comportamento discutibile del privato cittadino.
La normativa nazionale lascia poco spazio, quasi niente, alla possibilità degli enti locali di intervenire con decisione non tanto per evitare di rendere efficiente il servizio di telefonia mobile, quanto per dislocare le antenne in luoghi che non deturpino la bellezza dei centri storici oltre a determinare comunque un campo elettromagnetico. E rispetto a questa questione, come ad altre accadute sempre nel centro storico (via Norba), c’è da dire che l’iter autorizzativo è lungo e prevede anche il nulla osta sia dell’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente) che della Sovrintendenza. Su quest’ultima si concentra la rabbia di alcuni residenti: “io – afferma un residente di vecchia data di via Pallonetto – come tutti coloro che qui ci abitano, vogliamo sapere come mai se mettiamo un chiodo in cinque minuti arriva la sovraintendenza, l’ufficio tecnico, i vigili urbani, le guardie venatorie, tutti gli assessori, il sindaco, i netturbini e gli attacchini“. Un’osservazione condivisa ma che non cambia la sostanza delle cose data una normativa così “liberale” nei confronti della telefonia mobile. Oggettivamente a volte le sovrintendenze intervengono per cose molto meno impattanti e, per certi versi, anche banali; ai più tutto ciò sembra surreale rispetto invece ad impianti così impattanti e che a volte demoliscono l’idea e il concetto di cura del nostro centro storico.
Ma, come già detto, il problema della dislocazione delle antenne soprattutto nel centro storico, potrebbe essere risolto solo nel caso i privati cittadini contattati dai proprietari degli impianti di telefonia mobile rifiutassero le lusinghe anziché cedere e, come in questo caso, farlo anche sapendo di non dover subire alcuna conseguenza sia sociale che ambientale.
A tutti piace parlare al cellulare, e questo bisogna ammetterlo. Ma, come in tutti questi casi, gli enti locali devono esercitare il proprio potere di intervenire sul territorio di competenza. Anche divulgando inviti ai cittadini a non concedere lastrici solari a coloro che fanno richiesta per l’installazione di nuove antenne. C’è da segnalare, intanto, che subito dopo aver notato reazioni e proteste, il sindaco Lovascio ha convocato una serie di soggetti e associazioni per il forum consultivo permanente: “Con la presente si comunica alle SS.LL. che è convocato per il giorno venerdì 22 Luglio c.m. alle ore 11:00 presso la Sala Giunta comunale, il Forum consultivo comunale di cui all’articolo 6 del vigente Regolamento comunale in oggetto, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n.38 del 27 Settembre 2004. La partecipazione è riservata a soggetti idonei a rappresentare le Società, l’Ente, o le Associazione nel cui interesse intervengono, accompagnati, ove ritengano, da tecnici e consulenti”.
Un incontro che si sarebbe dovuto tenere sicuramente prima di questa installazione nel centro storico. In gioco è la famosa “bellezza”, sostantivo ormai inflazionato e che, molte volte, non trova chi la difende per davvero. Intanto i cittadini residenti si stanno organizzando, ancora increduli, per una reazione sia di carattere formale che sostanziale.