“La più bella immagine? Il vecchio Papa in mezzo ai bambini…” (Eugenio Scalfari)

La più bella immagine? Il vecchio Papa in mezzo ai bambini. Questa è un’immagine di vita senza riserve né aggettivazioni. Non c’è bisogno d’esser cattolici e neppur cristiani né volterriani né miscredenti per apprezzarla, i bambini accanto ai vecchi sono la continuazione della specie e la ricchezza del futuro.
(Eugenio Scalfari)

È di qualche giorno fa la notizia che in Italia, per la prima volta i nuovi nati in un anno sono scesi sotto la soglia delle 400mila unità. Un minimo storico, che purtroppo non vede all’orizzonte immediato alcun rimedio. La nostra società sta invecchiando e la percentuale degli ultra sessantenni sul totale della popolazione diventa ogn’or crescente.

Non è ovviamente questo il luogo deputato ad approfondire tale problema. Un’implicazione immediata e lapalissiana è però quella che ci sono sempre più anziani e sempre meno bambini.

Pertanto sarà sempre più raro vedere una delle relazioni più belle che esiste tra gli uomini dalla notte dei tempi della nostra specie: la relazione nonno/a nipote, o in generale quella tra una persona di età avanzata e un bimbo. Sono due fragilità opposte – quella di inizio vita e quella di fine vita – che si incontrano instaurando da sempre un’intesa da far brillare gli occhi di entrambi ed anche di coloro che assistono a tale incontro.

La frase che scrisse Eugenio Scalfari alla chiusura dell’anno Duemila – l’anno del Giubileo – mi rimase molto impressa perché si soffermò proprio su questa relazione speciale.

Per chiudere ricordo un’intervista Tv ad Andrea Baroni, che fu per tanti anni colui che in televisione faceva le previsioni del tempo con grande competenza. Giunto ormai ad una tarda età rispose volentieri ad una serie di domande. L’ultima fu la seguente: “Cosa chiede ancora dalla vita?”. Il meteorologo rispose senza indugio: “Un altro nipote”.

 

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