“Vieni mio solo amore del momento teniamoci vicini, riposa sul mio letto – un tocco di tepore prima che la notte cada e ci separi -, mio gatto bianco e grigio” (Antonella Anedda)
È molto probabile che, prima di arrivare in fondo nella lettura di questi versi, molti avranno pensato ad un incontro tra due amanti, salvo scoprire che si trattava dell’amore dell’autrice per un gatto.
A dirla tutta, il rapporto tra l’uomo e gli animali domestici, è sempre stato molto stretto, al punto che il processo della loro antropomorfizzazione risulta quasi automatico. Le favole, giusto per fare un esempio eclatante, sono per lo più imperniate su storie di animali che parlano come fossero umani. Se poi vogliamo fare un esempio più vicino a noi negli anni, molti cartoni animati raffigurano animali dalle sembianze e dai comportamenti umani.
I problemi cominciano a sorgere quando questa passione e questi slanci verso gli animali finiscono col superare la soglia critica. Lo stesso Papa Francesco ha fortemente richiamato le persone che tendono a considerare gli animali domestici in loro possesso come se fossero dei figli.
All’estremo opposto ci sono invece coloro i quali utilizzano gli animali domestici come fossero degli oggetti con cui gingillarsi e di cui disfarsi quando si sono stancati di loro, arrivando anche a maltrattarli. I tanti casi di abbandono sono purtroppo oggetto continuo delle cronache di tutti i giorni.
In definitiva, estendendo un noto modo di dire a proposito dei cani, si potrebbe concludere dicendo che se è vero che gli animali domestici sono tra i migliori amici degli uomini bisogna fare in modo che anche gli uomini siano tra i migliori amici degli animali.