Ricorro spesso a George Orwell, evidentemente perché è un autore che come pochi altri è stato in grado di penetrare nelle contraddizioni del sistema politico – splendidamente descritte nel suo romanzo “La fattoria degli animali” -, oltre a preconizzare nella sua ultima opera “1984” un futuro dominato da un’entità onnipresente, il Grande Fratello, che nessuno conosce e che potrebbe anche non essere una persona, bensì una macchina, e che però riesce a realizzare un controllo totale sulla popolazione, condizionando fortemente i movimenti di ogni singolo individuo.
Tutto questo mi è venuto in mente dopo la vicenda, che sembrerebbe incredibile se non fosse vera, di un ex presidente americano che utilizza la foto che gli è stata scattata dopo una gravissima incriminazione che gli pende sul capo, quale spot pubblicitario per rafforzare la sua candidatura alle prossime elezioni.
Che la politica abbia sempre fatto ampio uso del linguaggio menzognero è cosa risaputa – il termine stesso “partito” ha molto a che vedere con l’essere di parte, e quindi parziali – ma sembra che oggi il livello di alterazione della realtà sia per così dire ingigantito dalla presenza invasiva dello strumento televisivo, del Web e dei social network.
Ecco allora che il vento, per citare la bellissima chiusura della frase iniziale, sembra essere sempre più una cosa solida, capace di farci vedere cose che non sono.
Non ci resta che sperare di ridare ad esso tutti i suoi infiniti gradi di libertà, facendo sempre attenzione perché non si perpetui il famoso adagio che dice: “Chi semina vento raccoglie tempesta”.