Discarica Martucci: dalle analisi emerge la presenza di concentrazioni di azoto ammoniacale e tetracloroetilene da monitorare costantemente

Entro il 30 settembre l’amministrazione comunale dovrà consegnare alla Regione Puglia il report sulle attività di controllo e monitoraggio del sito di contrada Martucci

Conversano – Nel periodo che va dal 12 al 15  giugno i tecnici dell’ARPA si sono recati presso la discarica di contrada Martucci per effettuare dei campionamenti di acque sotterranee per eseguire  delle analisi nell’ambito del programma di monitoraggio e caratterizzazione dell’Area Vasta della suddetta contrada. I prelievi delle acque sotteranee sono stati campionati da tre pozzi indicati con: PM1, PM2e PM3 bis. Il pozzo PM3 bis si trova a monte rispetto agli altri due pozzi con PM1 posto più a valle del pozzo PM2.
Gli esiti delle analisi hanno dato valori nella norma per tutte le molecole analizzate con le eccezioni dell’azoto ammoniacale presente in concentrazione pari a 1.25 mg/l nel pozzo PM 1 rispetto alla concentrazione di 0.04 mg/l negli altri due pozzi, dell’azoto nitrico presente in concentrazione di 47.02 mg/l nel pozzo PM1, 8.6 mg/l nel pozzo PM 2 e 15.2 mg/l in PM 3 bis. Un’ altra molecola che è stata segnalata nella relazione dell’ARPA è il tetracloroetilene che è presente in concentrazione di 0.71 µg/l nel pozzo PM1 e di 0.9 µg/l e 0.29 µg/l rispettivamente nei pozzi PM2 e PM3 bis.
Nella relazione i tecnici hanno sottolineato che tali valori pur restando nella norma vengono segnalati per essere monitorati. Perché è importante monitorare queste molecole?
La presenza di azoto ammoniacale e di azoto nitrico rappresenta una degradazione di composti organici in corso che possono provenire da scarichi o allevamenti, dall’uso di pesticidi in agricoltura o concimi particolari. La bibliografia della discarica ci dice che i valori dell’azoto nelle due forme c’è sempre stata e basta leggere, per esempio, il libro del prof. Pietro SantamariaL’ultimo chiuda la discarica”.
L’altra molecola, il tetracloetilene o percloroetilene (PCE), è un alogenuro organico utilizzato da lavanderie a secco e industrie di sgrassaggio dei metalli, come solvente per vernici, nell’industria chimico-farmaceutica e nel lavaggio delle rotaie dei treni. I processi di trasformazione chimica di questa sostanza nell’acqua si svolgono molto lentamente e quindi una volta raggiunta la falda freatica il sovente si deposita sul fondo generando una riserva inquinante. Tra le caratteristiche chimiche il tetracloroetilene ha la proprietà di sciogliere altre sostanze senza subire trasformazioni.
L’International Agency for Research on Cancer (IARC) ha classificato il tetracloroetilene nel gruppo 2 A, probabile cancerogeno per l’uomo, e l’OMS ne ha stabilito un valore guida di 20 µg/l. La direttiva 1999/45/CE definisce il tetracloroetilene tossico per l’ambiente e sostanza preoccupante per l’uomo in virtù degli effetti cancerogeni possibili, mentre la legge italiana considera pericolosi i rifiuti contenenti tetracloroetilene e ne vieta lo smaltimento nelle fognature.
La pericolosità del tetracloroetilene è stata certificata, allo stesso tempo le analisi dell’ARPA ci dicono che i valori sono molto bassi e, comunque, bisogna monitorare la sua presenza.
Presenza che ci pone delle domande. La prima domanda riguarda la riserva inquinante di tetracloroetilene: siamo sicuri che non vi sia la presenza sul fondo dei pozzi?
Un’altra domanda riguarda la segnalazione che hanno fatto i tecnici dell’ARPA. In base a questa segnalazione con che cadenza verranno eseguiti i prelievi? E per quanto tempo?
L’ultima domanda la rivolgiamo ai nostri amministratori regionali e locali?
Alla regione chiediamo come mai non viene rispettata la legge di approvazione al Piano 2013 e le cui risultanze non sono mai state recepite?
Alla nostra amministrazione invece chiediamo di non abbassare la guardia su questo problema ed anzi di essere pressante nella relazione sulla ricognizione delle attività svolte che consegnerà alla Regione Puglia, entro il 30 settembre, in quanto comune capofila.
Il nostro territorio già violentato ripetutamente ha bisogno di essere difeso e protetto in tutte le sedi. Dati alla mano.

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