Pasquale Loiacono su contrada Martucci: “Si preferisce continuare ad indagare, analizzare, legiferare, omettendo verità troppo scomode…”

L’intervista al presidente della commissione Ambiente del Comune di Conversano. La pericolosa situazione dei lotti I e III a causa della mancata post gestione

Conversano – Pasquale Loiacono da tempo segue con grande attenzione le vicende legate al sito Martucci. L’ha fatto da consigliere comunale dal 1995 al 1999, da assessore comunale all’Ambiente dal 2008 al 2010 (quando si dimise da assessore proprio in polemica con il sindaco Lovascio sulle scelte riguardanti la discarica), l’ha fatto da sindaco dal 2018 al 2020. E lo sta facendo dal 2020 nella sua nuova veste di presidente della commissione speciale ambiente del Comune di Conversano. Si direbbe, in questo caso, che si tratta di un esperto avendo maturato un’esperienza non indifferente e per aver attraversato gli ultimi venticinque anni della vita pubblica della città, sempre con un occhio di riguardo all’ambiente e alla gestione del ciclo dei rifiuti.

Presidente Loiacono, le ultime analisi dell’Arpa ci dicono che, pur rimanendo nei limiti consentiti dalla norma, alcuni valori sono preoccupanti per il “futuro” del sito di contrada Martucci. Cosa ne pensa dei risultati dell’agenzia regionale per l’Ambiente?
Ho sempre ribadito che quella del mancato superamento delle “concentrazioni dei valori di soglia di contaminazione” (meglio conosciute come CSC), è sempre stata la favola che piace a chi non vuol vedere il disastro Martucci. Perché è sin troppo chiaro che la pressione della falda nel sottosuolo è di tale intensità da diluire al massimo le componenti inquinanti. Ed il fatto stesso di ritrovarle ancora dovrebbe costituire motivo di massima allerta in quanto alcuni elementi sono addirittura del tutto incompatibili con l’acqua. Per queste ragioni, oggi, qualsivoglia utilizzo dei luoghi correlato al trattamento di rifiuti è assolutamente da escludersi.

Si direbbe che il cittadino Domenico Lestingi, denunciando alcune presunte irregolarità, si sia avvicinato alla realtà soprattutto per quanto riguarda la pericolosità dovuta allo smaltimento del percolato. E’ così?
Lestingi è stato tra quelli che, seppur tardivamente, ha denunziato fatti e circostanze ben note ma spesso nascoste. E’ un dato inconfutabile che il percolato del III loto (e certamente anche del I a causa l’eliminazione della guaina protettiva posta in superficie per far spazio ad un impianto fotovoltaico) non sia stato mai raccolto. E questo per la semplice considerazione che per Martucci è mancata e manca tuttora, la cd. post – gestione dei lotti utilizzati come discarica. Dapprima i Lombardi, poi il loro fallimento, hanno reso possibile l’abbandono dei luoghi con buona pace degli Enti sovraordinati. E questo sin dal 2011. Per tale ragione nel brevissimo periodo in cui ho amministrato questa Città ho fortemente voluto riavviare il Tavolo Tecnico (prescritto con l’Odg 179/2013 di cui alla legge regionale di approvazione del vecchio Piano dei rifiuti) e riprendere quell’attività di controllo che ha portato ai risultati ben noti consentendo un progetto di messa in sicurezza.  

In città ognuno racconta la propria verità sull’argomento. Manca una sintesi collettiva, tanto che non tutti sono del parere che quel sito vada chiuso ad ogni utilizzo. I socialisti, nel loro ultimo appuntamento pubblico, hanno ipotizzato una soluzione che va esattamente all’opposto: “basta con i pregiudizi, traiamo il meglio possibile dalla gestione dei rifiuti”. E’ una posizione conciliante con chi gestisce al momento gli impianti di biostabilizzazione e con la Regione Puglia che è l’ente decisore. Si sente di condividerla?
Non ho potuto partecipare all’incontro dei socialisti, ad ogni modo, come su detto, parto dal presupposto che C.da “Martucci” è un luogo oramai fortemente compromesso ed impossibile da bonificare, tanto è vero che si parla di messa in sicurezza. In passato si sarebbe potuta ipotizzare una riconversione degli impianti, oggi no, è troppo tardi. Quei luoghi, quella terra, quell’habitat ha pagato tanto e si rende sempre più urgente risanarlo attraverso seri interventi di riqualificazione ambientale. Del resto gli impianti di biostabilizzazione attualmente in esercizio tra non molto esauriranno la loro attività passando nella disponibilità pubblica. E poi Conversano ha già dato, sarebbe ora di cambiare registro non crede?

Sulle pagine di Oggiconversano.it, i sindaci di Conversano (Lovascio), Mola di Bari (Colonna), Polignano a Mare (Carrieri) e Rutigliano (Valenzano) hanno manifestato la propria contrarietà alla riapertura delle vasche al servizio dei residui degli impianti di biostabilizzazione, sostenuti dalla relazione del responsabile del procedimento del Comune di Conversano. Sembra che le amministrazioni non abbiano più dubbi: non ne vogliono più  sapere di discariche. Cosa ne pensa?
E’ qualcosa che mi auguro, ma occorre perseverare con una tenacia assoluta. Anche la politica locale dovrebbe assumere una decisione netta e precisa con la Regione: Martucci si chiude perché Conversano ha pagato. Basta con le mance. Nel 2010 mi dimisi dalla carica di Assessore all’ambiente per contrastare le scelte del tempo in relazione ai vari sopralzi del III lotto (era una bella collina). Delle contestazioni e criticità che muovevo allora assieme a tanti altri, se ne ha piena conferma oggi.

Lei presiede la commissione speciale Ambiente del Comune di Conversano. La commissione è unanime sulla posizione del NO a qualsiasi altra attività di discarica in contrada Martucci?
Per la verità la Commissione nasce come attività di supporto alle questioni legate allo smaltimento dei rifiuti in C.da Martucci unitamente alle attività del Tavolo Tecnico Regionale che ha prodotto i primi risultati di indagine (obliterati dalla Regione Puglia). C’è stata sicuramente attenzione sull’argomento e, seppur Commissione tecnica, ritengo sia unanime la volontà di scongiurare qualsivoglia ulteriore utilizzo dei luoghi in maniera difforme da un’attività di risanamento complessivo.

Più che parlare di futuro per il sito Martucci, molti ritengono che bisognerebbe parlare di post gestione dei lotti “storici”. Una post gestione che non è mai partita e che non ha alcun progetto capace di limitare i danni. Si parla sempre del lotto III e si dimentica di affrontare il problema del Lotto I, un lotto che è stato in esercizio dal 1982 fino al suo esaurimento, e che è lì indisturbato. Un lotto privo di qualsiasi coibentazione dove i rifiuti venivano smaltiti senza alcun accorgimento. Secondo lei non è questa la vera priorità delle amministrazioni comunali interessate e della Regione Puglia? E, nel concreto, chi deve intervenire e per fare cosa?
Assolutamente sì e di certo la priorità è la messa in sicurezza con conseguente ripristino ambientale compensativo che scaturisce dopo una fase progettuale. Allo stato si è nelle condizioni affinché questo sia possibile. Però il comportamento della Regione (a volte complice l’inerzia amministrativa di tanti) è quella di prender tempo su tutto e rinviarne ogni decisione malgrado le molteplici evidenze scientifiche, le numerose inadempienze dei gestori, le illegittimità perpetrate nel tempo. Si preferisce continuare ad indagare, analizzare, legiferare, omettendo verità troppo scomode e chi asseconda tutto ciò non fa di certo gli interessi dell’ambiente.

Nella sua esperienza quasi trentennale di persona attenta ai temi ambientali, perché secondo lei la città non è mai stata unita nell’affrontare il problema della discarica?
Sulla discarica si è detto tanto, forse troppo. L’argomento, pur oggetto di diverse indagini giudiziarie, di probabile corruzione latente, strumentalizzazioni a scopo politico, alla fine (dopo oltre trent’anni) si è consumato sino a demotivare la pubblica opinione. E’ subentrata un’ anoressia del pensiero a danno della verità. E così mentre tutti litigavano, i potenti di turno hanno coltivato i propri interessi a scapito del nostro territorio oramai devastato. Questo, ahimè, lasciamo alle future generazioni.

Le considerazioni del presidente Loiacono sono il frutto, allo stesso tempo, di amarezza e speranza di una persona che ha dedicato anni del proprio impegno politico al problema dei rifiuti e della gestione dell’intero ciclo.

Duole constatare, invece, il quasi totale disinteresse dei cittadini nei confronti di questo tema che non è astratto, non è altro rispetto alla salvaguardia dell’ambiente e della nostra salute. Su questo si sono registrati enormi passi indietro. Forse le persone, le stesse che hanno reagito per anni, sono stanche di decisioni prese sulla propria testa a più riprese, esausti dalla moltitudine di messaggi arrivati a seconda dei decisori del momento. A combattere per salvaguardare il territorio sono rimasti in pochi e ciò rappresenta il vero problema. Nei prossimi giorni e mesi la regione prenderà una decisione: quanti saranno disponibili eventualmente a reagire all’ennesimo sopruso, come viene definito dalla maggior parte di chi continua ad interessarsi? I punti fermi al momento, ed è almeno questo un conforto, sono le posizioni dell’arciprete di Conversano don Felice Di Palma, del presidente della commissione ambiente del Comune di Conversano Pasquale Loiacono, dei quattro sindaci di Conversano, Mola di Bari, Polignano a Mare  e Rutigliano, del comitato “Chiudiamo la discarica“, di Domenico Lestingi sempre attento e che ci riporta puntualmente ai temi in discussione e ai continui pericoli che la comunità corre. Ed è un punto fermo anche la posizione dei socialisti di Conversano che, pur proponendo una visione laica e meno dogmatica sul sito di contrada Martucci (ne abbiamo parlato su Oggiconversano.it raccontando dell’incontro pubblico organizzato dal PSI) arrivando a proporre accordi con regione e gestori del sito, almeno continua a tenere alto l’interesse sulla gestione del ciclo dei rifiuti. La situazione generale è questa; oltre i soggetti appena citati non c’è altro da aggiungere all’elenco di coloro che ritengono di dover continuare a dedicare energie alla risoluzione di un problema tanto importante quanto essenziale per ambiente e salute pubblica.

 

 

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