Signora di se stessa la donna non era di certo ancora: lo sarebbe mai? (Sibilla Aleramo)

Era l’ottobre del 1977. Mi ero da poco diplomato e non avevo ancora scelto a quale facoltà universitaria iscrivermi, visto che all’epoca le lezioni cominciavano a novembre. In televisione diedero uno sceneggiato – oggi si direbbe Serie TV – tratto dal romanzo “Una donna” di Sibilla Aleramo. La protagonista era una giovane e promettente attrice: Giuliana De Sio.

La storia è quella di una donna, Lina, che innamoratasi e poi sposatasi con Antonio, scopre da subito di avere a che fare con un uomo gretto e violento. Con un coraggio unico per quell’epoca, dopo anni di vessazioni, Lina cercherà di conquistarsi il suo spazio di libertà, combattendo di fatto contro un mondo ed una mentalità che le sono completamente avversi.

Fa specie dunque, dopo le ultime drammatiche vicende che hanno portato all’uccisione di Elena Cecchettin, da parte del suo ex ragazzo, che ancora oggi, a proposito di libertà, il presidente della Repubblica abbia auspicato di trovare una via per cui le donne possano essere “libere di essere libere”.

Ecco perché la domanda drammatica di Sibilla Aleramo, fatta nel 1906 – data di pubblicazione del suo romanzo – non trova oggi, più di un secolo dopo, la sua risposta.

Ancora oggi una donna non è in tanti casi signora di se stessa, per colpa di uomini che sono ancora signori della violenza e dell’incapacità di accettare la legittima libertà dell’altro sesso.

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