Contrasti tra le cooperative Serapia e Armida, il Comune di Conversano rileva inadempienze e risolve il contratto per la gestione del museo

Le due società cooperative avevano costituito un’ATI (associazione temporanea di imprese) con la quale si erano aggiudicati la gara per la gestione e valorizzazione del polo museale

Conversano – L’ATI (associazione temporanea di imprese) costituita dalle cooperative Serapia di Ostuni e Armida di Conversano si era aggiudicata la gara d’appalto per la gestione e valorizzazione del polo museale della città nel 2022. L’amministrazione sulla scorta delle norme vigenti, infatti, non aveva più la possibilità di deliberare proroghe ai vecchi gestori e aveva pubblicato un bando di gara che si era aggiudicata, nel giugno del 2022, l’ATI formata da Serapia e Armida. Con la prima (Serapia) capofila, avendo la stessa i requisiti per partecipare alla gara. Una convivenza da subito difficile sfociata in una rottura di rapporti e, come si scrive nella determina dell’Area politiche Culturali del Comune di Conversano, adottata in data 12-02-2024 con il n. 13 del Reg. Servizio “ha ricevuto (il Comune, ndr) distinti riscontri dalle ditte del raggruppamento con indicazioni differenti e non concordi circa le eventuali modalità e termini per il superamento dei ritardi contestati”. In pratica l’interlocutore ufficiale del Comune di Conversano, come da assegnazione della gara d’appalto, era Serapia in quanto capofila dell’ATI, in sostanza invece i due soggetti (Serapia e Armida) interloquivano ognuno per proprio conto con l’amministrazione comunale, fino addirittura alla rendicontazione per i corrispettivi mensili.
Si legge ancora nella determina della dott.ssa Stefania Liverini (direttore dell’Area Politiche Culturali):
Dato atto che, in conformità a quanto disposto dall’art. 108, comma 4 del D.Lgs. n. 50 del 19.04.2016, il RUP:
– ha accertato gravi ritardi nelle prestazioni per negligenza dell’appaltatore rispetto alle previsioni del contratto, richiedendo       all’appaltatore di eseguire le prestazioni richieste;
– ha formulato, altresì, la contestazione degli inadempimenti all’appaltatore, assegnando un termine di quindici giorni per la   presentazione delle proprie controdeduzioni;
– ha ricevuto distinti riscontri dalle ditte del raggruppamento con indicazioni differenti e non concordi circa le eventuali modalità e   termini per il superamento dei ritardi contestati;
– ha, conseguentemente, redatto apposito processo verbale in contraddittorio con l’appaltatore e ha constatato il permanere   dell’inadempimento alle obbligazioni contrattuali, tale da comprometterne la buona riuscita delle prestazioni;
– ha redatto una relazione particolareggiata, corredata dei documenti necessari, utile alla stazione appaltante, al fine della risoluzione   contrattuale….
SI determina di disporre, per i motivi specificati in premessa, la risoluzione del contratto relativo al Servizio di gestione e valorizzazione del Polo Museale della Città di Conversano  dell’ATI SOC. COOP. SERAPIA – SOC.COOP. ARMIDA.
Una risoluzione contrattuale supportata, come si evince sempre dall’atto di determinazione, dall’art. 108 del d.lgs 50/2016, comma 4.
E per il futuro della gestione e valorizzazione del polo museale? Sempre nella determina si legge: “si provvederà ad interpellare i soggetti che hanno partecipato all’originaria procedura di gara, risultanti dalla relativa graduatoria, al fine di stipulare un nuovo contratto per l’affidamento dei servizi, alle medesime condizioni già proposte dall’originario aggiudicatario in sede in offerta“.
Finisce quindi non positivamente la prima esperienza di gestione e valorizzazione del polo museale. Una vicenda che sicuramente avrà la sua appendice giudiziaria dove ognuno potrà far valere le proprie ragioni e che, in questo momento, non aiuta allo sviluppo di luoghi della nostra identità e storia e che, nelle intenzioni di tutti, rappresentano il biglietto da visita di tutto quanto a Conversano fa riferimento all’offerta culturale. Bisognerà ricominciare quasi da zero anche per dare una gestione solida alla complessa struttura museale della città formata da più luoghi e che ha bisogno di una grande spinta innovativa.

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