È di questi giorni la notizia preoccupante di problemi di stabilità della Torre Dodecagonale del Castello di Conversano, una delle sue cartoline più belle e più riconosciute insieme a quella del Largo della Corte e di San Benedetto.
Ma non sono tanti i cittadini conversanesi ad essersene accorti, perché in queste stesse ore le transenne che proteggono lo spazio antistante la Torre, per il pericolo di caduta di alcune delle pietre perimetrali, sono assediate dalle panche allestite per un improbabile International Street Food che per due giorni sta assediando l’intero Corso Domenico Morea di penose bancarelle e ammorbando di odori e fumi da olii esausti per fritture e da fornacelle per grigliate.
Perché improbabile? Stand uno diverso dall’altro, esteticamente disordinati, proposte culinarie al massimo provenienti dalle tradizioni del sud Italia (mancava persino la piadina romagnola!), e tra un arancino di antica memoria palermitana, gli arrosticini forse abruzzesi e la caricatura dei carciofi alla giudia, pensate che figura faceva lo stand del Pulled Pork con i nomi delle città americane a contrassegnare altrettanti indigeribili panini proposti, proprio di fronte alla Torre Dodecagonale.
Non un uramaki giapponese, ne’ un involtino primavera, ne’ una crêpes francese, ne’ un jamon serrano spagnolo e neppure un fish&chips londinese. E questo solo per ironizzare del roboante aggettivo “international” che accompagnava questo ennesimo spettacolo di street food nel cuore del centro storico di Conversano.
Come sia stato possibile che si mettesse in scena questo spettacolo di dubbio gusto e di scarsa attrattiva, stando al relativamente ridotto pubblico del sabato sera accorso, è davvero un mistero.
Cosa c’entra questo dispiegamento di stand gastronomici con la Conversano città d’arte, con l’investimento fatto dall’Amministrazione per proporre al turismo pugliese la mostra di Marc Chagall, di indubbia attrattiva? Quanto strabico è questo atteggiamento?
E come spiegarlo ai turisti che arrivano al Castello e che girano con il naso all’insù per tutto il centro storico, incantati dalla storia dalla bellezza e persino da tanti esercizi di ristorazione di ben altro gusto, anche estetico? Eppure tutti i conversanesi sanno bene che differenza c’è con le belle manifestazioni che pongono al centro la valorizzazione delle tradizioni gastronomiche e le tipicità locali, non a caso costruite con sapienza da organizzazioni locali: so bene che citando la Birranova Beer Fest o Novello Sotto il Castello faccio un torto ad altre iniziative e ad altri organizzatori, ma è un rischio calcolato!
Dove sono le politiche culturali della Città e quale è, o dovrebbe essere, la matrice del turismo conversanese?
Possibile che l’Amministrazione si limiti a rilasciare troppo facili e insensati permessi, e a collazionare proposte commerciali derivanti da qualsivoglia soggetto privato, non pensando ai danni di immagine che produce alla Conversano Città d’Arte che vogliamo, dopo il grande sforzo per promuovere la già citata mostra? E avendo la possibilità di connotare la più vivace stagione turistica della città con grandi eventi e riconosciute iniziative culturali come Bandalarga, Imaginaria Festival e Lector in Fabula, capaci di connettere l’identità alle contaminazioni artistiche e alla promozione culturale del territorio, generando anche indubbi riflessi positivi sulle imprese locali della ristorazione, della ricettività e dei servizi?
In quale sede e con chi l’Amministrazione Comunale ha discusso questa impostazione, l’ha scelta o la sta subendo, ignorando gli interessi di medio e lungo termine degli stakeholders (associazioni di categoria, imprenditori, organizzazioni culturali,…) più accorti?
Perché rinunciare a tanto valore aggiunto inseguendo improbabili modelli di sviluppo turistico che vanno bene, forse, per anonimi paesi o località minori che non hanno nessuna connessione con il territorio circostante?
Non essere d’accordo con quanto evidenziato significa ignorare la storia culturale, politica ed amministrativa della nostra Conversano, fino ad anni fa presa come esempio da quasi tutta la provincia.
Il sindaco dovrebbe rivederla raccolta dei rifiuti, insieme ai tanti sindaci pugliesi e all amministrazione regionale,
La Puglia diventerà come LA TERRA DEI FUOCHI , se non si interviene in tempo
Penso sia vergognoso diffamare così gente onesta che lavora.
Pulled pork ottimo. Tanti complimenti !!!
La conseguenza, purtroppo, di una educazione culturale che via via sta andando alla deriva e di un turismo spiccio fatto solo di selfie e “mangime”. Mostre a latere che servono solo per attirare qualche consenso e delle briciole. Degrado sempre più evidente non solo a Conversano ma in tutto il resto del nostro povero Paese Italia. Rendiamo grazie allo sdoganamento di certe politiche e di certi atteggiamenti che ormai sono consueti nei vari palazzi di potere. L’estinzione procede…