C’è di tutto nel perimetro che delimita la Villa dei Caduti, la fontana pubblica a valle della scalinata di Rampavilla e gli alberi ad alto fusto che insistono nelle aiuole della parte inferiore di Villa Garibaldi.
La Villa dei Caduti è terribilmente sporca e sudicia, senza una manutenzione continua e presenta tutti i segni del degrado di un luogo abbandonato a se stesso, pur insistendo in pieno centro urbano. Tubi per l’irrigazione abbandonati nelle aiuole dove sono chiari i segni di una manutenzione fatta “a spot”, magari in concomitanza con le manifestazioni del 25 aprile e del 4 novembre. Sporcizia ovunque e i soliti cumuli di rifiuti lasciati da chi sguazza nei posti, già di per se inguardabili. Aiuole che diventano luogo per le deiezioni dei cani che si notano in ogni dove. E siamo in piano centro urbano. Così come i cumuli di erba non estirpata tra le chianche dei marciapiedi (come si può notare nella foto qui sotto).

La fontana che si trova a valle della scalinata di Rampavilla (nel video qui sotto), invece, presenta da mesi un perdita che non si nota ad occhio nudo. Nel video presente in questo articolo, infatti, si può notare quanto sia grave la perdita costante di acqua che, in tempi di siccità, fa ancora più rabbia. Alcuni abitanti della zona ci hanno riferito di aver chiamato il numero verde dell’Acquedotto Pugliese (AQP) i cui operatori hanno riferito che le perdite rivenienti dal sottosuolo vanno segnalate ai comuni che devono provvedere a ripararle. E tante sono state le segnalazioni fatte agli uffici ma, al momento, nessuno si è impegnato a risolvere il problema. E l’acqua continua a perdersi.
Sugli alberi ad alto fusto (in particolare su un abete) che si trovano nella parte depressa di Villa Garibaldi, sono diventate ventidue le coppie di parrocchetti (nella foto qui sotto) che hanno invaso la stessa Villa e che sono un pericolo costante e continuo per le altre specie. Le segnalazioni dei cittadini parlano di una riduzione drastica della presenza delle rondini che sarebbero la conseguenza della presenza di questi volatili esotici. Un problema da non sottovalutare, da affrontare con gli esperti per il contenimento di questa specie definita “invasiva”, diventata oggetto di discussione anche in Regione Puglia dove gli uffici vengono sollecitati dalle amministrazioni comunali alle prese con questi volatili che sarebbero dannosi anche per i mandorli.

Infine va registrato anche un aspetto positivo che è quello della ristrutturazione del monumento ai Caduti. Un monumento che mostrava evidenti segni di degrado e abbandono e che la ristrutturazione, sollecitata all’amministrazione comunale dall’Associazione degli ex Combattenti di Conversano, ha riportato quanto meno ad uno stato accettabile. Sono state ripulite le lastre di marmo dove sono incisi i nomi dei nostri cari caduti durante la I guerra mondiale (la Grande Guerra), la II guerra mondiale, gli Internati Militari Italiani non più tornati dai campi di concentramento nazisti, i Caduti Conversanesi a Cefalonia, il partigiano Peppino Lorusso, il paracadutista caduto a Filottrano mentre combatteva contro reparti nazifascisti Vitantonio DI CICCO.

L’ area di riferimento, quindi, presenta tante ombre e qualche luce. Ma rivela quello che si è sempre saputo e cioè che quel pezzo di territorio ha bisogno di una radicale trasformazione e riqualificazione, data la sua peculiarità. Infatti potrebbe diventare un pezzo di città da dedicare alla riforestazione urbana, un grande polmone verde con servizi per coloro che volessero nel centro del paese usufruire di spazi in una situazione di sicurezza e igiene.
In attesa di proposte e programmazione, bisogna partire dal basso, dalle cose che sembrano più semplici ma sono essenziali. Sarebbe un ottimo segnale se, per esempio, si riparasse la perdita di acqua pubblica che, oltre ad essere un costo non indifferente, rappresenta un affronto alla comunità nel momento in cui l’assenza di acqua (bene essenziale e indispensabile) potrebbe radicalmente cambiare le nostre abitudini dovute al clima. Cominciamo dal “cecare i buchi”, come si suol dire. Questa volta dai tubi della fontana a valle della scalinata di Rampavilla.
Caro direttore, è tempo ormai di denunciare in maniera forte e chiaro il degrado a cui siamo costretti a vivere in quella che è stata la città simbolo di positività. Potremmo stare ore ed ore ad elencare i settori in cui eccelleva la nostra città. Il degrado, sommariamente, mi permetto di accennare un parte : marciapiedi occupati e privi di inviti per chi ha problemi di deambulazione, segnalazione stradale ( mancanza di specchi in prossimità di zone abitate), la sciatteria la si nota andando a Rutigliano dallo svincolo di via Turi. Per amor di patria STOP. Un saluto. V