Festeggiare un compleanno è sempre bello perché il clima di festa impedisce al festeggiato di pensare al tempo che passa o, peggio, di fare i bilanci della propria vita. Festeggiare il proprio compleanno con la tua famiglia al completo ti dà l’idea di aver seminato bene. Ed è il pensiero che ha fatto il 22 settembre nonna Caterina, mia nonna paterna, al secolo Gigante Caterina che ha festeggiato il suo 104° compleanno con i figli, nipoti e pronipoti. Alla sua festa ha partecipato anche il sindaco di Conversano Giuseppe Lovascio che ha consegnato una targa commemorativa da parte della giunta comunale, targa che non le fu consegnata in occasione dei suoi 100 anni perché eravamo in piena campagna elettorale e soprattutto eravamo usciti da poco dalle restrizioni del primo lock down.

La vita di nonna Caterina ha attraversato un secolo di grandi cambiamenti. Ha visto, per esempio, la fine del regno d’Italia e la nascita della Repubblica. Nel corso della sua vita ha vissuto due pandemie e una guerra mondiale, il suffragio universale concesso alle donne, ha visto il primo uomo mettere il suo piede sulla luna. In questo secolo accanto a suo marito, nonno Donato, si è dedicata alla cura della famiglia e della campagna. Non le sono mancati i momenti tristi come la perdita di un figlio per malattia e di una nuora per covid, ha visto partire suo fratello per il fronte russo e non ritornare. Ma tutti questi momenti bui li ha vissuti portando il dolore dentro ed affrontando la quotidianità.

Ricordo il Natale o la Pasqua a casa sua con tutti noi nipoti che recitavamo la poesia, rigorosamente sulle sedie, ed aspettavamo il regalo, generalmente soldi, da parte dei nonni.
Ma i ricordi più intensi sono quelli legati alla campagna quando lei e mio nonno ci raggiungevano per raccogliere le ciliegie, l’ho vista salire sulla scala sino all’età di ottantotto anni, o quando a casa sua pulivamo le mandorle, prima a mano e poi meccanicamente. Ma soprattutto ricordo quando nel garage di casa di nonna macinavamo l’uva, a mano. Era veramente una festa con mio padre e mio nonno orgogliosi del lavoro e nonna Caterina che si preoccupava di noi nipoti portandoci da mangiare taralli, caffè e l’immancabile bicchier d’acqua fresca. Per nonna Caterina il bicchiere d’acqua fresca è un bicchier d’acqua con lo sciroppo di limone fatto da lei.
La sera della festa noi cugini abbiamo ricordato i taralli che faceva, erano insuperabili. Quando si avvicinava un onomastico di un figlio lei si presentava a casa per preparare i taralli. Taralli fatti a mano tutti uguali nella forma che, una volta bolliti e sistemati nelle “scavere”, venivano portati al forno Annetta o a quello di fronte alla scuola di via Firenze.
Ancora, la sera della festa nonna Caterina, vinta l’emozione, ha augurato a tutti di raggiungere la sua età dicendoci testualmente: “con calma arriverete tutti alla mia età”. Noi l’abbiamo abbiamo ringraziata per il gentile pensiero ma soprattutto per l’esempio che nel corso della sua lunga vita ci ha dato.