In una sala consiliare desolatamente vuota, non è la prima volta e temiamo non sarà l’ultima, l’assise comunale ha votato all’unanimità dei presenti la mozione presentata dalla consigliera comunale del movimento politico Quark, Barbara Accardo, sul salario minimo comunale. Una mozione che si sta facendo largo in molti comuni d’Italia, anche i più grandi come Firenze, Napoli e Livorno, e che rappresenta una novità politica di non poco conto: tale mozione impegna le amministrazioni comunali, d’ora in poi anche quella di Conversano, a salvaguardare il salario minimo pari a 9 euro l’ora ai lavoratori che prestano la loro opera presso le imprese che partecipano agli appalti di servizio dei comuni. Una battaglia che il centrosinistra sta facendo in tutta Italia e che non ha trovato sponda in Parlamento tra i banchi del centrodestra di governo.
A Conversano la mozione presentata da Quark aveva avuto il benestare del cosiddetto “campo largo” conversanese. Ma ci sono voluti sei mesi di discussioni, puntualizzazioni, tesi estemporanee per addivenire al voto finale. Non poche erano state le eccezioni di alcuni consiglieri della maggioranza che, dicendosi comunque d’accordo sulla mozione, affrontavano la discussione con tecnicismi pressocché inutili dato che la mozione aveva ed ha, a Conversano come a Firenze, una valenza politica che trascende i tecnicismi. Così come aveva sempre sostenuto la stessa segretaria nazionale del PD Elly Schlein e l’intero Partito Democratico nazionale.
E dopo una lunga trattativa continuata anche durante le sospensioni dei lavori del Consiglio Comunale, finalmente è arrivato il voto di approvazione della mozione. D’ora in poi le imprese che si aggiudicheranno appalti nel Comune di Conversano, dovranno assicurare almeno 9 euro lordi all’ora ai propri lavoratori. Una conquista di civiltà che avrà sicuramente delle ripercussioni di varia natura nella vita delle pubbliche amministrazioni, non essendoci una legge “madre” nazionale sull’argomento. Le categorie che potrebbero avvantaggiarsi potrebbero essere quelle degli operatori delle pulizie degli immobili e quelle della vigilanza.
Su diciassette consiglieri, sindaco compreso, i presenti che hanno votato all’unanimità sono risultati solo undici. Dalla votazione e discussione, infatti, assenti sono risultati i consiglieri Gungolo, Martino, D’Alessandro, Matarrese (PD), Borrelli (PD), Sportelli Katiana.
Ha destato sorpresa l’assenza dalla discussione e dalla votazione del gruppo del PD (Borrelli e Matarrese), essendo il PD regionale e nazionale impegnato in una battaglia a tutto campo sul salario minimo.
La capogruppo Angela Borrelli, con una nota successiva ai lavori del Consiglio Comunale, ha voluto precisare: “La mozione sul salario minimo presentata ieri in consiglio, è stata discussa nell’ambito del PD in una seduta dedicata precedente alla seduta consigliare. La ricostruzione puntuale della legislazione vigente e recente (nazionale, europea e regionale) e della normativa contrattuale che proprio in Italia regola la questione salariale, ha focalizzato con obiettività lo stato dell’arte su una vicenda estremamente importante e non più derogabile. Soprattutto alla luce dei dati attuali che a vario titolo vengono diffusi sulla condizione lavorativa, in alcuni casi ormai di assoluta sopravvivenza, in cui versano molte famiglie italiane. L’impegno richiesto – ha continuato Angela Borrelli – all’amministrazione comunale, declinato dettagliatamente, nella mozione è totalmente condivisibile in particolar modo:
– nello stimolo alla verifica, da parte dell’ente in veste di stazione appaltante, del rispetto delle norme contrattuali richiamate anche dal Codice dei contratti, e alla valorizzazione, attraverso maggiore ponderazione (bonus premiali), nei criteri per l’attribuzione dei punteggi nelle procedure di affidamento ad operatori in fase di gara ;
– nel sostegno, in veste di amministrazione locale, nelle sedi competenti di ogni azione finalizzata all’istituzione di un salario minimo per lavoratori e lavoratrici che vada anche oltre i 9 euro oggi previsti;
– nella ricerca di soluzioni migliorative attraverso sindacati o organizzazioni aventi titolo a rappresentare le esigenze dei lavoratori nelle sedi deputate;
Su questa vicenda – ha concluso – il circolo PD di Conversano e il suo capogruppo, che ha dovuto allontanarsi durante la discussione in consiglio per impegni già assunti e inderogabili, in linea con tutto il PD, è in perfetta sintonia con la mozione presentata e si impegna a sostenere in tutte le sedi iniziative a favore dell’innalzamento del livello minimo salariale“.
Nessuna dichiarazione dal consigliere del PD Matarrese, assente dalla discussione e votazione.

Soddisfazione ha manifestato la consigliera di Quark Barbara Accardo che fino all’ultimo ha tentato di convincere il Consiglio sull’utilità della mozione e sul fatto che i 9 euro come salario minimo comunale per i lavoratori delle imprese aggiudicatarie di appalti pubblici, debba essere considerato come il minimo sindacale e non rappresentare solo una premialità prevista dal bando di affidamento di appalti. Su questo sarà importante leggere il dispositivo finale dato che è stato più volte emendato durante i lavori del Consiglio Comunale che ha rinviato l’ultimo punto all’ordine del giorno dell’assise riguardante la mozione presentata dai consiglieri Cascella e P. Loiacono, sul degrado nelle strade rurali e campagne di Conversano. Se ne parlerà la prossima volta.