Tonio Altieri: “Gli uccelli più rari che ho fotografato a Conversano: la balia dal collare, la cutrettola britannica e il piro piro solitario”

Poiana, beccamoschino, fringuello, saltimpalo, occhiocotto, codirosso spazzacamino, rondine, civetta, pigliamosche, averla, capirossa, piro piro, boschereccio, combattente, storno, verzellino, saltimpalo, pettirosso Lucherino, cardellino, fanello sono tutte specie di uccelli che attraversano il cielo di Conversano. Un occhio inesperto non noterebbe la differenza. Differenza che Tonio Altieri, 59 anni, funzionario Pubblica Amministrazione, nato a Bari (Palese) e residente a Conversano, conosce benissimo. Appassionato di ornitologia e fotografia grazie al birdwatching (osservazione ornitologica) riesce ad immortalare nel loro ambiente naturale parecchie specie di volatili. Lo abbiamo voluto intervistare sia perché incuriositi da questa sue passioni e ammirati dalle suo fotografie ma anche perché passando parecchio tempo in campagna ha la possibilità di monitorare il nostro territorio.

Tonio Altieri

Signor Altieri com’è nata la passione del birdwatching? 
Sono sempre stato affascinato dall’ornitologia fin da piccolo perché mio padre, scomparso ormai da tantissimi anni, era un accanito cacciatore. Ricordo che lo accompagnavo nelle sue battute di caccia e grazie a lui ho imparato a conoscere tante specie anche soltanto dal volo o dal canto. Poi, col passare degli anni, ho capito che la caccia non aveva senso e già dall’età di 14-15 anni sono iniziate le prime liti perché cercavo di fargli capire che uccidere poveri uccellini indifesi era sciocco e crudele, soprattutto se si trattava di migratori che avevano percorso migliaia di chilometri per giungere da noi. In ogni caso, come già detto, quegli anni di “incoscienza” mi sono serviti per apprendere le prime nozioni di ornitologia. Ho acquistato la mia prima attrezzatura fotografica all’età di 28 anni, fino ad allora mi limitavo ad osservare la natura che mi circondava. Con questa attrezzatura da perfetto neofita ho iniziato a realizzare le mie prime rudimentali foto. Il passo successivo è stato l’acquisto di un teleobiettivo da 300 mm, distanza comunque insufficiente per realizzare foto naturalistiche degne di tale nome ma che mi ha comunque consentito di scrivere un libro (Fotografare gli uccelli – ed. Ilmiolibro) nei primi anni 2000. Attualmente utilizzo prevalentemente una fotocamera Nikon D500 e un teleobiettivo Tamron 150-600.

Quanto tempo impiega per scattare una foto?
È impossibile quantificare il tempo necessario per realizzare una foto perché un uccello non sta fermo su un ramo ad aspettarci che andiamo a fotografarlo. Può anche succedere di trascorrere un’intera mattinata senza scattare una foto così come possono capitare delle giornate fortunate in cui riempi la scheda SD della fotocamera. Poi dipende anche da altre variabili quali la zona, l’orario, il meteo, il periodo dell’anno.  

Tutti gli uccelli che fotografa si trovano nel territorio di Conversano?
Assolutamente no, giro la Puglia in lungo e in largo. Di tanto in tanto mi spingo anche in altre regioni, soprattutto se vengo a conoscenza che sono state fotografate specie particolari in determinati posti. Ad inizio novembre, per esempio, sono stato dalle parti del Parco Nazionale del Circeo perché un amico della zona mi aveva informato che nei giorni precedenti era stato avvistato il raro pettazzurro (Luscinia svecica). Fortunatamente sono riuscito a fotografarlo anch’io. Ovviamente tutte le specie che pubblico sul gruppo di Conversano sono scattate esclusivamente nelle campagne conversanesi.

Dei volatili presenti nelle nostre campagne c’è qualche volatile che non è riuscito a fotografare?
Ce ne sono tanti che non sono ancora riuscito a fotografare. Consideri che in Italia sono state registrate finora oltre 500 specie e ad oggi ne ho fotografate complessivamente soltanto 220. Come diceva qualcuno, “gli uccelli hanno le ali e con le ali possono arrivare ovunque”; ciò per dire che a Conversano o in qualsiasi altro posto può arrivare qualsiasi specie, anche rarità. Gli uccelli più rari che ho fotografato a Conversano negli anni sono stati la balia dal collare, la cutrettola britannica e il piro piro solitario.

Lei passa molto tempo nelle nostre campagne. Come  trova il nostro territorio?  È un ambiente idoneo per gli animali?
Grazie alle doline carsiche disseminate intorno all’abitato di Conversano e impropriamente chiamate laghi, il territorio è un importante sito di sosta e/o svernamento di diverse specie di uccelli. Al lago Sassano, attivo tutto l’anno, è abbastanza frequente avvistare garzette, aironi cenerini, gallinelle d’acqua e limicoli vari quali beccaccini, piro piro, combattenti, piovanelli, corrieri, eccetera. Più raramente, ho anche avvistato e fotografato specie cosiddette da canneto quali nitticore, tarabusini, sgarze ciuffetto, cannaiole, usignoli di fiume, eccetera. Le specie più comuni dell’intera zona, comunque, oltre alle onnipresenti gazze, ghiandaie e taccole, sono i passeriformi sia stanziali (passera d’Italia, passera mattugia, capinera, occhiocotto, cinciallegra, ecc.) che migratori (tordo, fringuello, pettirosso, codirosso spazzacamino, ecc.). Purtroppo è spiacevole constatare che ogni anno il numero di volatili diminuisce e i fattori sono molteplici come la distruzione e perdita di habitat, il proliferare dei veleni agricoli, l’inquinamento atmosferico e radioattivo e la caccia indiscriminata.

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