Apparsa durante il congresso della CGIL al Parco dei Principi e fotografata da Antonio Renna
Conversano – Non sappiamo se già se ne conoscesse l’esistenza ma l’aver visto questa mattina in bella vista, presso il Parco dei Principi a Bari luogo delle fasi congressuali della CGIL, una lettera presumibilmente degli anni ’50 inviata dal grande Giuseppe Di Vittorio al grande mons. Luigi Gallo sulla questione della legge sugli affitti in discussione in Parlamento, ha creato non poche emozioni data la caratura dei due personaggi. Di Vittorio, grande sindacalista partito da Cerignola e amico del martire Di Vagno e deputato più volte nel Parlamento Italiano da una parte. E mons. Luigi Gallo, un sacerdote di Noci che abitava nella nostra città, apprezzatissimo studioso nonché latinista di “razza”.
Dalla lettera di Di Vittorio, qui allegata, si evince che mons. Luigi Gallo, un prete, si era rivolto a Giuseppe Di Vittorio, un sindacalista amico dei lavoratori e comunista, per sottoporgli le storture della legge sugli affitti che penalizzava a suo dire i piccoli proprietari. E nella lettera di risposta, Di Vittorio non manca di far sapere a quello che lui saluta come “reverendo” il proprio punto di vista che collimava esattamente con il suo.
Una grande dimostrazione di quanto, eravamo negli anni ’50, la caratura dei personaggi mista al rispetto delle idee altrui, era riuscita a fare sintesi. Di Vittorio si disse d’accordo con mons. Gallo in quanto, come si legge nella lettera “vedremo di fare il possibile per contemperare gli interessi delle varie categorie considerate“. Una straordinaria dose di riformismo e di rispetto dell’oggettività delle cose. Un’altra epoca forse, ma un esempio di quanto i luoghi comuni vadano sfatati con gli occhi e la mente delle persone intelligenti. Questa lettera è una grande lezione di stile, coraggio e lungimiranza.
In basso la lettera di Di Vittorio a mons. Luigi Gallo
