Svellimento ulivi, Vito La Ghezza: “Facciamo sentire tutti la nostra voce, da mesi chiediamo all’amministrazione il rispetto delle regole”

L’intervista al dott. Vito La Ghezza dopo l’ennesimo scempio e svellimento di ulivi nei pressi di Montecarretto

Conversano – Una bella canzone di Francesco De Gregori dal titolo “Lettera da un cosmodromo messicano” parla di come un giorno la natura comincerà a riprendersi gli spazi che l’uomo le aveva sottratto. Considerando come stiamo violentando il nostro pianeta, molto probabilmente quella di De Gregori resterà solo una canzone.

Di violenza al territorio e di quello che sta accadendo alle nostre campagne ne abbiamo parlato con il biologo Vito La Ghezza, presidente di Gaia, Associazione per la tutela dell’ambiente.

Vito, la tua associazione insieme ad altre in data 13 gennaio ha pubblicato una lettera  indirizzata anche al sindaco di Conversano, dove denunciate i gravi casi  di scempio del territorio rurale di Conversano. Siete stati ascoltati?

Da sei mesi avevamo preso contatti con l’amministrazione,  abbiamo fatto riunioni in presenza a dicembre e  a gennaio scorsi con il sindaco, per proporre d’istituire un tavolo tecnico mai fatto, probabilmente per mancanza di volontà politica. Non avendo avuto risposte concrete abbiamo inviato  quella lettera che tu citavi in cui tutte le associazioni scriventi denunciavano gli scempi che stavano  avvenendo nel territorio rurale di Conversano.

Cosa sta accadendo alle nostre campagne?

Prima di Monte Adamo abbiamo assistito allo svellimento di ulivi in contrada Monte Polisella; alla realizzazione , non autorizzata, di un sentiero di oltre un  chilometro all’interno dell’area protetta della Gravina di Monsignore; alla distruzione del palmento rurale di San Lorenzo; all’eliminazione dei muretti a secco in contrada Morello; alla macinazione delle specchie protostoriche in contrada Agnano; al mancato reimpianto degli ulivi a Monte Ferraro; allo stravolgimento dei paesaggi al lago di Chienna; alla modifica non autorizzata all’accesso di S. Giacinto e per finire, all’abbandono diffuso di seminiere in polistirolo. Può bastare?

Cosa chiedete all’amministrazione?

Di far rientrare il paesaggio rurale conversanese, come bene da tutelare,  nel PTTR (Piano territoriale di tutela ) che la Regione Puglia ha redatto, così come hanno fatto Putignano ed altri  comuni; quindi, per esempio,  per l’espianto degli ulivi  non basterà  l’autorizzazione dell’ufficio agricoltura regionale ma bisognerà passare dal settore che si occupa della tutela del paesaggio che dovrà valutare se l’espianto degli ulivi può avere un impatto sul paesaggio e  quindi negare l’autorizzazione. Però, ripeto,  noi associazioni sono mesi che chiediamo al sindaco l’inserimento  di Conversano nel PTTR ma tutto tace e il nostro territorio continua  a subire dei drastici cambiamenti.

Per quanto riguarda l’ultimo episodio cioè quello dello svellimento  degli ulivi a Monte Adamo, esiste una normativa regionale ?

La legge regionale n.  14  del 4-06-2007, la  stessa legge che  il governo Vendola  aveva fatto per la tutela degli ulivi monumentali,  consente l’espianto degli ulivi  non monumentali anche se hanno più di cento anni. Tale legge stabilisce che un ulivo, per definirsi  monumentale,  deve avere almeno  un metro di diametro e confermazioni statuarie. In ogni caso non si possono eradicare  se non previa autorizzazione  che  la regione Puglia concede sulla base di una  relazione di un agronomo che consta la non produttività o l’impossibilita  di ripristinare la produttività. Quindi lo scempio di Monte Adamo è stato autorizzato dalla regione Puglia.

L’agricoltura sta diventando sempre di più interesse di pochi, credi che stiamo ritornando al latifondismo?

Penso proprio di sì, perché stiamo prediligendo gli interessi di pochi imprenditori dell’agro-industria a discapito di tanti che amano il proprio fazzoletto di terra. Non dimentichiamo che il nostro paesaggio è fonte di reddito per gli operatori turistici e per l’agricoltura di qualità, che vengono penalizzati da queste trasformazioni. Gli impianti di uva da tavola e ortaggi hanno un impatto ambientale disastroso dal punto di vista non solo paesaggistico ma soprattutto per l’impiego massiccio di fitofarmaci, per la produzione di rifiuti e per il consumo d’acqua.

Vito,  Conversano ha un piano delle colture, piano alla cui redazione hai partecipato anche tu. Cosa puoi dirci a proposito?

E’ un piano regolatore per la campagna del tutto simile al piano regolatore della città. Abbiamo lavorato due anni,  è stato esaminato  da due commissioni consiliari e  sottoposto al dibattito con gli agricoltori  ma poi  non è stato mai utilizzato per cui  un volume di 400 -500 pagine che prevede distanze di rispetto dalle abitazioni rurali, distanze di rispetto  dalle are parco, bordure alberate per evitare la diffusione di fitofarmaci,  è lettera morta perché  non è stato mai approvato.

Che invito ti senti di fare ai singoli cittadini?

Invito tutti coloro che hanno a cuore le sorti del nostro territorio, dai podisti  agli operatori turistici, dai residenti rurali a chi fa agricoltura biologica, a far sentire la propria voce, a unirsi al coro delle associazioni ambientaliste che da mesi chiedono a questa amministrazione una cosa sola : RISPETTO DELLE REGOLE. Basterebbe questo e poco altro per  impedire tanti scempi.

Basterebbe poco ma come al solito gli interessi economici sono  più importanti  del nostro futuro e  molto probabilmente si avvereranno le parole di Guccini, l’altro Francesco della musica italiana, che nella canzone “Il vecchio e il bambino” profetizza uno scenario post atomico dove un nonno racconta al nipote quelle che erano state le meraviglie del nostro pianeta.

 

Il dott. Vito La Ghezza
Il dott. Vito La Ghezza

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