Conversano: i conti non tornano e i revisori bocciano il bilancio. Amministrazione nel caos

Non favorevole il parere dei Revisori dei Conti al bilancio di previsione 2013
approvato dalla Giunta Comunale. La Giunta ha anche previsto l’aumento
di IMU seconda casa e TARSU. E la data del 30 novembre  per l’approvazione
definitiva si avvicina

 

Conversano  – Che i conti del Comune di Conversano avessero problemi seri e strutturali lo si sapeva da tempo. E in molti tra i consiglieri comunali dell’opposizione, negli anni passati, si erano meravigliati di come nessun organo terzo, quale ad esempio il gruppo dei Revisori dei Conti, non lo avessero mai manifestato se non con qualche lieve prescrizione. E’ arrivata come una mannaia, invece, la valutazione del gruppo dei tre nuovi Revisori del Comune di Conversano, estratti a sorte da un elenco in Prefettura dopo la riforma Monti, che hanno bocciato il bilancio di previsione 2013: “si esprime parere non favorevole sulla proposta di bilancio di previsione 2013 e sui documenti allegati”. E’ questa la valutazione del collegio formato dai dal dr. Francesco Gatto, dal dr. Giovanni Fiorentino e dal dr. Maurizio Stefanelli che hanno fatto conoscere la propria decisione protocollando l’intera relazione.
Una bocciatura “tecnica” dello schema di bilancio che era stato approvato dal sindaco Lovascio e dalla sua giunta nella seduta dell’8 novembre scorso. In poche parole i conti non tornano e i revisori ne spiegano le ragioni nella relazione lunga trentadue pagine. I tre revisori hanno tenuto conto di una serie di considerazioni che vanno dalle spese per il personale alla mancanza dell’elenco analitico dei progetti di opere pubbliche finanziate negli anni precedenti e non ancora realizzati. Per l’evasione tributaria indicata nella misura di 445.000,00 euro “si nutrono riserve circa l’attendibilità in mancanza di atto giuridico valido a supporto della previsione”. Sul prospetto dimostrativo del Patto di Stabilità i revisori osservano che “nella parte spesa è indicato in diminuzione l’importo di 1.700.000,00 euro denominato come spazio finanziario debiti fuori bilancio inserito dal Settore finanziario in virtù dell’art. 1 del Decreto del Ministero dell’Economia e Finanze, in concerto con il Ministero dell’Interno…”. In pratica la Giunta ha ritenuto di non dover riportare il debito in bilancio (dovuto ad un contenzioso datato con la ditta Ines). Continuano ancora i revisori “…il comportamento tenuto dall’Ente nella redazione del Prospetto dimostrativo del patto di Stabilità risulta essere difforme rispetto al richiamato dettato normativo per la seguente motivazione: affinchè si possa presentare istanza in tal senso, è necessario il preventivo riconoscimento e finanziamento dei debiti fuori bilancio in epoca antecedente la data di presentazione della richiesta (15 novembre 2013). Ad oggi – sottolineano i revisori –  non risultano riconosciuti debiti fuori bilancio per l’importo complessivo di 1.700.000,00 euro. E ancora “in riferimento all’importo di 2.852.000,00 euro relativo agli incassi di cui al Titolo IV delle Entrate inserite nel richiamato propsetto, vista l’attuale consistenza degli incassi realizzati alla data odierna pari a 1.794.757,53 euro, si ritiene non attendibile la previsione di incasso nell’anno 2013 dell’importo indicato”. Dulcis in fundo, i revisori scrivono di aver tenuto conto, tra l’altro, “della mancanza del parere del responsabile del servizio finanziario in merito alla veridicità delle previsioni di entrata e di compatibilità delle previsioni di spesa, avanzate dai vari servizi, iscritte nel bilancio annuale o pluriennale”.
Una sonora bocciatura che mette a repentaglio le casse comunali e la tenuta della stessa amministrazione comunale. Ciò che succederà da adesso al 30 novembre, data di scadenza per l’approvazione del bilancio di previsione, non si può prevedere. Con questo parere dei revisori dei conti è difficile che l’amministrazione comunale e la sua maggioranza proseguano per questa strada senza sostanziosi correttivi ed emendamenti. Tenuto conto che lo squilibrio finanziario è di circa 3 milioni di euro difficilmente reperibili. Gli scenari che si delineano sono sostanzialmente tre:
1) Lovascio e la sua maggioranza non tengono conto della valutazione dei revisori e vanno in Consiglio Comunale per approvare lo stesso schema di bilancio assumendosi (ogni consigliere di maggioranza che dovesse votare a favore) la responsabilità anche patrimoniale propria per la scelta;
2) il bilancio non viene approvato e arriva il commissario prefettizio che sancisce la fine di questa esperienza amministrativa;
3) la Giunta Comunale decide di emendare il bilancio fino alla sua approvazione del 30 novembre costringendo i cittadini a nuovi e duri sacrifici dopo quelli che saranno costretti a sopportare dallo stesso bilancio che prevede l’aumento dell’IMU seconda casa (arrivata al 9,6 per mille) e della Tarsu.
Si prospetta un fine novembre più movimentato che mai.

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