La città infestata dalle blatte

Canali di fogna bianca e nera non puliti, sottani non disinfettati hanno favorito la proliferazione degli scarafaggi

Conversano – La zanzara comune (non quella tigre), il ragno, la formica, la mosca sono “ospiti” che tra le mura di casa si possono tollerare e accettare.
Ma la blatta, lo scarafaggio, proprio no!, è un ospite indesiderato.
E di blatte, tra le vie della città, ce ne sono molte. Non c’è zona del paese che non sia esente dalla presenza di questo insetto che, in quanto saprofago, è simbolo di sporcizia.
Centro storico, Casalnuovo, piazza Carmine, e si potrebbe continuare all’infinito, di notte sono popolate da questi insetti che, profittando del buio notturno, fuoriescono dai tombini di fogna bianca e nera e si infilano nelle abitazioni private, negli esercizi commerciali a caccia di cibo.
Il loro habitat naturale sono i canali fognari, gli scantinati, luoghi umidi e freschi che ne favoriscono la proliferazione. Molti sono i cittadini che denunciano la presenza di questi indesiderati ospiti.
E in tanti si chiedono come mai non sia stata effettuata, in aprile, una disinfestazione che prevenisse la schiusa delle uova.
In altre città di Puglia i soggetti istituzionali preposti alla sanità pubblica e alla tutela ambientale, ovvero sindaci, assessori e dirigenti dell’Ufficio Ambiente, di concerto con la ditta che assolve al servizio raccolta e smaltimento rifiuti, e con l’Acquedotto Pugliese, mettono su piani di disinfestazione che prendono avvio in aprile periodo della schiusa delle uova. Dopo questo primo intervento, che non è risolutivo e che serve per limitare quanto più possibile la nascita delle blatte, se ne effettuano altri sulle reti di fogna bianca e nera.
In questo piano sono anche chiamati alla collaborazione i privati cittadini, i quali devono provvedere alla disinfestazione nei loro locali. In alcune regioni è questo un obbligo di legge. In Puglia non vi è una legge in merito e si va in ordine sparso, ovvero di città in città c’è l’ordinanza dell’Ufficio Ambiente che stabilisce sanzioni per i mancati interventi dei privati.
La collaborazione dei cittadini è importante per tagliare il traguardo in quanto, una volta che si conosceranno gli interventi effettuati dai privati, si darà modo all’azienda che effettua il servizio di igiene urbana di creare un database, una vera e propria mappa cittadina, che ritornerà ad essere utile, per gli anni successivi, per l’aggiornamento della lotta alle blatte.
Questo metodo di lavoro, che si è solito attuare nelle altre città, a Conversano non c’è stato.
E grazie a questo vuoto amministrativo-operativo le blatte proliferano in quanto i canali di fogna bianca sono sporchi e putridi per il ristagno delle acque piovane; i tombini della fogna nera dell’Acquedotto Pugliese non vengono monitorati, e disinfestati, costantemente come si faceva un tempo; ai privati cittadini proprietari dei sottani, alcuni in uso e altri abbandonati, mancando l’ordinanza dell’Ufficio Ambiente, non viene richiesta la disinfestazione.
La viva speranza è che, su iniziativa dell’Ufficio Ambiente, una disinfestazione dei canali comunali e dell’Acquedotto Pugliese venga al più presto prevista ed effettuata coinvolgendo gli attori su menzionati.
Nel frattempo, privati cittadini del Casalnuovo, conducono, a loro spese, la quotidiana lotta contro le blatte spargendo la calce su balconi, davanzali, parapetti.
Una città più pulita è una città più civile.

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